giovedì 13 maggio 2010

Romanticamente anarchica, il mio j'accuse...


Perché esiste una coscienza individuale e collettiva con la quale, prima o poi, tutti dovranno fare i conti!
« L’anarchia è una forma di governo o di costituzione nella quale la coscienza pubblica e privata, formata dallo sviluppo della scienza e del diritto, basta da sola a mantenere l’ordine ed a garantire tutte le libertà. » ( Pierre-Joseph Proudhon).

Nessuno può trasformare me in un'anarchica. Non è necessario. Lo sono dalla nascita, da quel freddo giorno d'inverno nel 1967 in cui dal ventre di mia madre venni catapultata nel cosiddetto "mondo organizzato" e mi beccai due schiaffoni, come tutti, indimenticabile benvenuto al quale reagii con il mio primo pianto straziante, per la gioia di tutti i presenti.

Quella fu la mia prima reazione in direzione ostinata e contraria. Da allora nulla è cambiato, ma è aumentata la consapevolezza di quanto oggi sia incredibilmente necessario e urgente che ciascuno di noi faccia proprie le ragioni di Proudhon, considerato uno dei primi teorici di quel concetto di anarchia che non è, come vogliono farci credere, caos o disordine ma, al contrario, una diffusa e condivisa coscienza del diritto, un ordine naturale.



Se oggi parliamo di anarchici la parola immediatamente successiva è "insurrezionalisti" e quello che ne segue è un concentrato di pregiudizi basati su quanto, con grande metodo, i nostri organi di DIS-Informazione riportano puntualmente. Le immagini più note di questi individui che si dichiarano anarchici sono quelle di violenti scontri con le forze dell'ordine, con tanto di danneggiamenti al "bene pubblico" (incendi ai bidoni dell'immondizia, scritte sui muri, etc.). Certonon vedrete mai le immagini delle iniziative che questi "insurrezionalisti" fanno quotidianamente a supporto delle grandi "vittime" della nostra società, i nuovi poveri, gli immigrati, insomma, gli invisibili. Si schierano dalla parte del più debole difendendolo quando rischia di perdere il bene più prezioso, l'abitazione, o la propria dignità (è il caso dei CIE), si riappropriano di spazi pubblici abbandonati o in decadenza e in questi tentano di ricostruire un nuovo sistema "collettivo", un'alternativa al modello che oggi ci offre, squallidamente, quella che chiamiamo "società organizzata", eppure quando parliamo di "centri sociali" non possiamo che avere un'idea del tutto distorta e negativa di queste realtà.

La colpa sarà anche dei media, ma la responsabilità, quella è di tutti. Perché ognuno di noi può entrare in un centro sociale e scoprire con i propri occhi di che cosa si tratta. Può osservare, analizzare, conoscere queste realtà facendosi una PROPRIA opinione, basata sui fatti, e non sul solito "sentito dire".

E se avessimo questo vissuto, questa conoscenza diretta, allora non potremmo che restare impietriti di fronte agli ultimi arresti avvenuti proprio ieri, con una retata della Digos all'alba contro quelle che il giornalista Numa definisce "le frange estremiste della galassia anarchica e dell'autonomia piemontese: Askatasuna, Gabrio, Asilo, Mezcal, Barocchio.

I reati contestati fanno riferimento agli scontri del 10 dicembre 2009, quando Digos e reparto mobile attuarono lo sgombero e centinaia di giovani, anche grazie alle puntuali segnalazioni di Radio Black Out (l'unica voce libera della nostra città), attuarono forme di resistenza per impedire lo sgombero, costruendo barricate ed arrivando ad incendiare cassonetti per impedire il passaggio di altri mezzi della polizia.

Dobbiamo pensare che il momento scelto per l'arresto sia casuale, e lo sarebbe se non fosse per un piccolo dettaglio: poco dopo l'operazione di febbraio a Coldimosso, che costò pesanti ferite a decine di NoTav (in particolare a Marinella in particolare a Marinella ) ci fu un'ondata di arresti simili, e fu colpita anche Radio Blackout che, lo ricordiamo, è l'unica radio "libera" che ha permesso a centinaia di militanti di raggiungere le manifestazioni NoTav in Valsusa, informando puntualmente sui posti di blocco e sulle strade ancora libere. Nell'ultimo blitz tra i "puniti" spicca anche il nome di Luca Abbà, giovane attivista impegnato nel movimento NoTav in Valsusa, un altro accusato di aver già "palesato la refrattarietà all'adesione ai princìpi della convivenza civile". Perché questa azione non è casuale? Probabilmente lo scopriremo nei prossimi giorni, quando riprenderanno le attività in Valsusa per il tanto annunciato cantiere di Chiomonte!

Nell'ordinanza si parla anche di "incapacità a contenere i propri freni inibitori se posti nelle condizioni di entrare in conflitto con le forze dell'ordine". 

Credo si tratti di una forma virale e fortemente contagiosa perché, non stento a confessarlo, soffro dello stesso male. Proverò a ricorrere a cure psichiatriche ma non credo che potranno essere efficaci perché la condizione nella quale mi trovo, come cittadina romanticamente anarchica ma fondamentalmente onesta e rispettosa delle leggi, causa in me una grave schizofrenia nella quale proprio la parte migliore di me è quella che fatica sempre di più a muoversi nel "rispetto delle regole civili". Ed ammetto anche di essermi trovata più volte nella condizione di stentare a contenere i miei freni inibitori quando le forze dell'ordine hanno oltrepassato la linea della "difesa dello Stato", mettendosi nella condizione inevitabile di "offesa" al cittadino.

Perché è questa la realtà, fa male, ma dobbiamo guardarla in faccia. E' inutile che ci prendiamo per il cu**, oggi l'Italia è governata da una massa di disonesti, "presunti" in quanto l'iter della giustizia è particolarmente lento e soffre di intoppi come il legittimo impedimento ed il Lodo Alfano 2 - prossimamente - e DDL come quello che renderà inutilizzabili le intercettazioni, ma SAPPIAMO che al governo c'è una CRICCA protetta da un'intoccabile LOBBY fatta di imprenditori e finanzieri con intrecci globali che ormai sfuggono ad ogni controllo, evasori con il benestare dello stato che ha regalato a tutti uno scudo fiscale e l'impunità su reati come il falso in bilancio o la bancarotta fraudolenta.

Fa male, lo so, ma è tutto reale. E allora quando le forze dell'ordine CONTRASTANO un'intera popolazione che RESISTE e che si oppone agli sprechi, come succede in Valsusa ed in altre zone dove si tenta di riappropriarsi dell'acqua o di difendere il territorio da abusi edilizi o da inceneritori dannosissimi, quelle forze dell'ordine stanno proteggendo lo stato inteso come l'aggregazione di cittadini o "il governo" di quello stato, quindi una ristretta classe quasi autoproclamata(io non ho scelto nessuno di loro, e voi avete forse scritto qualche nome sulla scheda elettorale?) che con la massima arroganza pretende di governarci fingendo che la crisi sia passata e NASCONDENDOCI un debito pubblico di 1.800 MILIARDI di EURO?

Se, come credo, quelle forze dell'ordine sono al servizio di quel governo, sempre più colluso con la mafia, ed operano nell'interesse del governo (e non in quello dei cittadini), che senso ha puntare il dito contro gli anarchici? Chi sta davvero danneggiando la cosa pubblica, l'anarchico che incendia un cassonetto per difendere il proprio "spazio occupato" o il governo che contro il volere di tutta una valle non esita a militarizzarla per imporre le proprie grandi opere INUTILI e DEVASTANTI? CHI E' COLPEVOLE? CHI SONO DAVVERO I BUONI E CHI SONO I CATTIVI? Sbaglio o c'è una certa confusione?

Mi dichiaro quindi contagiata dallo stesso virus che ha colpito gli anarchici arrestati o costretti ai domiciliari e all'obbligo di firma, a loro va tutta la mia solidarietà, come cittadino, come madre, come donna resistente. A loro va anche la mia profonda ammirazione perché qualsiasi forma di resistenza oggi la merita, pur essendo la mia posizione sempre ferma sulla scelta della NON VIOLENZA.

Le uniche gravi e vere "condotte delittuose" che quotidianamente registriamo nel nostro paese sono commesse, purtroppo sempre più impunemente, dalle massime cariche delle nostre istituzioni, protette, come prevede il sistema, dalle nostre forze dell'ordine. I peggiori oltraggi alla nostra intelligenza hanno la forma di menzogne che ogni giorno passano attraverso i nostri mass-media e queste sono le più subdole forme di abuso e violenza, ben più gravi di un cassonetto che brucia.

Colpire chi difende i più deboli, i più poveri, gli emarginati, gli invisibili, non servirà a riportare l'ordine ma, al contrario, a generare ulteriore caos e diffondere più velocemente il virus. Perché quel virus è la parte migliore di noi, scaturisce da noi che siamo i veri anticorpi di una democrazia che non c'è, che forse non c'è mai stata e che adesso pretendiamo di realizzare. 

E se siete riusciti a modificare le leggi per proteggervi dalle vostre malefatte, cari potenti governanti o aspiranti tali, sappiate che esiste una coscienza in ciascuno di noi, diversa dalla vostra, perché ancora in grado di distinguere il bene dal male, ancora capace di desiderare una "giustizia sociale" basata su princìpi come solidarietà e uguaglianza, ben diversi dai privilegi e l'omertà che attuate ogni giorno nelle vostre pratiche di mal-governo. E con questa coscienza prima o poi dovrete fare i conti anche voi.

Simonetta Zandiri
Romanticamente Anarchica

domenica 25 aprile 2010

Vogliono cancellare la Resistenza? Reinventiamola!


Vogliono cancellare la RESISTENZA. Prima eliminando semplicemente la “parola” dai programmi scolastici, poi addirittura modificando la storia, come è successo a Salerno. Il presidente della Provincia Edmondo Cirielli, l’ex deputato aennino oggi Pdl e presidente della commissione Difesa della Camera, «cancella» la Resistenza e la lotta di liberazione dall`occupazione nazifascista dal manifesto celebrativo, come accusa il centrosinistra. A Salerno campeggiano i manifesti della Provincia: nessun riferimento alla Resistenza partigiana e alla lotta al nazifascismo, al suo posto troviamo invece un elogio all`esercito americano «per l`intervento nella nostra terra che ha sancito un’alleanza che ha garantito un luogo periodo di pace e di progresso economico e sociale, senza precedenti e che ha salvato l`Italia, come l`Europa, dalla dittatura comunista».

giovedì 22 aprile 2010

Google e la censura: ecco la mappa mondiale dei sorvegliati speciali!


La libertà è un lusso che noi cittadini digitali non possiamo concederci. In nome della “sicurezza” da sempre, ormai, i flussi di comunicazione elettronici sono sottoposti a controlli, filtri, censure, archiviazioni, intercettazioni. E noi, cittadini e utenti digitali, quasi mai siamo a conoscenza della “potenza” di questi strumenti ma, cosa assai più grave, non sappiamo chi controlla il controllore.
I più attenti si saranno accorti che negli ultimi mesi spesso su Google contenuti prima “indicizzati” non si trovano più.  Il primo pensiero che sfiora tutti noi è che il legittimo proprietario l’abbia rimosso dal server. Non sempre. Il motore di ricerca numero uno nel mondo, infatti, ha un altro sistema per non rendere disponibili alcuni contenuti: basta farli scomparire dall’indicizzazione, se non sono più nei risultati difficilmente verranno trovati (a meno che qualcuno non abbia salvato il link, l’URL). Potenza del monopolio delle ricerche on line!

Fiat, l'ultimatum di Marchionne suona come un ricatto: "Più flessibilità o ce ne andiamo, prendere o lasciare!"

L'Investor Day di ieri promette grandi sviluppi per la storica azienda automobilistica italiana. Numeri che fanno ben sperare e che fanno balzare il titolo dell'azienda in borsa. Ma non è tutto oro quello che luccica e dietro i grandi progetti Marchionne ed il nuovo presidente John Elkann lanciano la vera sfida a sindacati e lavoratori.

Le fabbriche dovranno cambiare, operai e sindacati dovranno accettare le richieste dell'azienda per una maggiore flessibilità perché è una condizione necessaria per far fronte ad un mercato sempre più competitivo. Parole che suonano come un ultimatum. "Il mondo è cambiato, ci sono mille occasioni per investire e produrre". Come dire "o fate come diciamo noi o andiamo a produrre all'estero", cosa che peraltro FIAT fa ormai da anni.


sabato 10 aprile 2010

Oggi l'Ostensione, tra i primi visitatori Luca Cordero di Montezemolo, la parata dei big!




Torino da oggi è al centro dell'evento che molti fedeli aspettano con quell'attesa e quell'emozione che da sempre accompagnano, nel mondo cattolico, la visione di una reliquia. La Sindone è certamente la più cara ai cattolici, perché è il simbolo della speranza. Il Beato Sebastiano Valfrè, grande devoto della Santa Sindone, diceva: "La Sindone è un segno di Gesù paragonabile alla croce, ma con questa particolarità: la croce ha accolto Gesù vivo e ce l'ha restituito morto, la Sindone invece lo ha accolto morto e ce l'ha restituito vivo." Avvicinarsi alla Sindone, dunque, è lasciarci toccare da questo "amore" e rinascere ad una vita nuova fondata sul bene e sulle virtù e non più su vizi. Detta così più che una speranza sembra un'utopia. Di certo si trasforma in ipocrisia quando i primi visitatori immortalati dai media di tutto il mondo sono personaggi come Luca Cordero di Montezemolo, Sergio Marchionne, Roberto Cota, Antonio Saitta, Bartolomeo Giachino.

Luca Cordero di Montezemolo è uno dei top manager italiani più noti anche all'estero. Vale la pena rileggere la sua biografia per capire lo spessore e le non poche ambiguità di questo uomo d'affari che proprio oggi si appresta ad avvicinarsi al simbolo più caro per il mondo cristiano. Senza falsi moralismi trascuriamo la sua vita sentimentale, decisamente variegata, ma ricordiamo che nel gennaio 2005 fu ricevuto da Giovanni Paolo II in Vaticano e nel dicembre 2005 incontrò Benedetto XVI portando in dono un assegno del valore di 950 mila Euro.

lunedì 5 aprile 2010

Chiara: il silenzio degli innocenti e l'omertà dei responsabili!

Aveva 9 anni Chiara, una bambina sorridente, gioiosa, molto curiosa, mandata come tante altre sue coetanee a frequentare la parrocchia per la preparazione ai sacramenti (confessione, eucarestia). Chiara aveva i capelli biondi che le incorniciavano il viso, lo sguardo era sempre attento a cogliere il nuovo, con meraviglia, con stupore. Sapeva affidarsi agli altri osservando lo sguardo materno e quando mamma si fidava anche lei riponeva la stessa fiducia nell'altro. Le avevano insegnato che la vita era meravigliosa e che dentro ogni essere umano c'era una parte "buona" che stava a noi scoprire. Gliel'avevano insegnato anche quei parroci che da tempo la guidavano nel percorso di fede. E Chiara li ascoltava, sempre, con molta attenzione. Metteva in dubbio alcune cose difficili da comprendere, a 9 anni non è facile capire, questo "mistero della fede", prendere o lasciare. "Non si può spiegare", le dicevano, "ci vuole fede". Si chiedeva come fare a sapere se questa fede le fosse stata donata  o meno e, nel dubbio, cercava di trovarla, proprio in quell'ambiente che avrebbe dovuto facilitare questo percorso.


giovedì 25 marzo 2010

Essere autenticamente apartitici, perché i partiti CAMBINO!

L'essere autenticamente apartitici è una delle caratteristiche che ci distinguono, come gruppo Resistenza VIOLA Piemonte, dalla gestione non sempre trasparente del movimento da parte di chi è più in contatto con i media (vedi Gianfranco Mascia, che ha ormai dichiarato il suo essere a libro paga IDV da più di un mese) o da chi, dietro l'anonimo San Precario, gestisce la pagina che conta circa 250mila iscritti, con modalità ben poco orizzontali e democratiche (non si contano più ormai i gruppi "finti" linkati da quella pagina, i commenti eliminati, e le migliaia di ban di chi osa contestare o discutere!).

In questo periodo elettorale, i partiti hanno certamente mostrato la grande lacuna del sistema ITALIA, un vuoto nel quale la maggioranza diventa più forte e l'opposizione mostra quel volto e quell'assenza di programmi che porterà ancora più italiani all'astensionismo.
E in questo momento "caldo", i movimenti come il nostro sono più che mai esposti a strumentalizzazioni da più parti, da IDV, da SEL e persino da quel PD che il 5 dicembre non ha ritenuto opportuno "aderire" alla nostra iniziativa, ma non ha esitato al richiamo del viola in piazza il 13 marzo a Roma.


lunedì 22 marzo 2010

VIOLA & NO TAV. Nuoce gravemente al regime. Usare con cautela.

La manifestazione del 20 marzo a Torino, organizzata da Resistenza VIOLA Piemonte ed il movimento NO TAV, che ha visto anche l'adesione de La Casa della Legalità e la partecipazione di molti gruppi viola del nord Italia,  è stata una grande prova di straordinaria movimentazione popolare di più movimenti "spontanei" e liberi, nella quale nonostante la prevalente superiorità numerica dei valsusini NO TAV (che resistono da ormai 21 anni)  la grande novità è stata la partecipazione attiva di cittadini che per la prima volta si sono sentiti coinvolti in prima persona in una passeggiata pacifica ma significativa di una consapevolezza sempre più diffusa dei grandi mali che affliggono il nostro Paese.

venerdì 19 marzo 2010

Io sono Marinella.

Sono tante le ragioni che porteranno molti di noi a partecipare alla manifestazione del 20 marzo, NO MAFIA NO TAV NO CENSURA, a Torino. Alcune di queste sono ideali, altre sono quanto mai reali.
Marinella è una persona, un essere umano, una donna di 46 anni. Una resistente che da anni difende, in prima linea, il suo paese. Non solo la propria "valle", ma l'intero paese. Lo stesso paese che oggi, nonostante si sia raggiunto e superato il limite, resta ancora indifferente di fronte a ingiustizie sempre più palesi, di fronte all'illegalità che colpisce soprattutto le istituzioni a danno di onesti cittadini. Marinella il 17 febbraio si trovava a Coldimosso, dimostrando pacificamente il proprio dissenso per l'ennesima trivella-truffa. Marinella era lì per difendere anche il nostro futuro.

lunedì 15 marzo 2010

Ci sono tanti popoli viola, alcuni davvero APARTITICI!

In questo periodo si intensificano le battaglie elettorali, dopo la censura ai programmi televisivi ecco che le piazze tornano a riempirsi di gazebo e manifestazioni dei vari partiti. A meno di due settimane dal voto ricordarsi che esistono degli elettori è un segnale molto chiaro del livello di affezione dei partiti per i propri sostenitori! Poco male, pare sia davvero reciproco.

Il movimento "viola", quello che ha dato vita al NoBDay del 5 dicembre, sembrava essere nato proprio per colmare quel senso di vuoto tra i cittadini e i partiti, dai quali gli stessi cittadini non si sentivano più rappresentati. Anche nel nostro gruppo piemontese, sin dai primi giorni di ottobre, il leit motiv era quello della "sfiducia", del dover sempre fare la scelta elettorale cercando "il male minore", con una sorta di drammatica rassegnazione. Ma il viola è stato per noi il colore dell'indignazione, della rabbia, all'inizio, e poi della consapevolezza che il cambiamento che vogliamo deve avvenire prima di tutto negli italiani. Eh si, triste dirlo ma l'Italia ha il governo che merita. L'Italia incapace di pensare al "noi" ma chiusa nel proprio mondo fatto di interessi e vantaggi personali, è la stessa italia che affronta il voto per tutelare i propri interessi personali, cosa che più in grande fa il governo, quando usa la carica pubblica per coprire le proprie malefatte e gestire i propri interessi economici (vergognoso lo scudo fiscale) o, ultimo ma non meno importante, rimediare con un deCRETINO interpretativo gli errori nelle presentazioni delle liste. Un vero e proprio GOLPE!


venerdì 12 marzo 2010

L'opposizione unita in piazza, senza Santoro!

Vediamo di ricapitolare.
Il PD all'improvviso si accorge che siamo in piena emergenza democratica. Non male, considerando che parliamo di mesi e mesi di leggi ad personam, scudi fiscali ed altre amenità simili.

Ora, casualmente a due settimane dalla scelta elettorale per le regionali, finalmente decide che si è superato "il limite" ed unisce i partiti dell'opposizione in una nuova grande piazza, domani a Roma.
Per vincere”: si apre così il documento politico che è alla base della manifestazione di sabato prossimo a piazza del Popolo a Roma. Il documento è stato sottoscritto dal Partito democratico, Italia dei valori, Federazione della sinistra, Sinistra ecologia libertà, Partito socialista italiano, Verdi.

VIOLA & NO TAV. Non succede all'improvviso, ma succede.

Ho iniziato a leggere il libro di Federico Mello, "VIOLA". Non è un nome di una ragazza, ma il titolo del libro dedicato all'"incredibile storia del No B.Day, la manifestazione che ha beffato Silvio Berlusconi".
E' curioso, per me che ho fatto parte di questa storia viola, leggere un libro che ne racconta le varie sfumature. Sono appena all'inizio ma è proprio in quell'inizio che ho voglia di riscoprire quel senso di "speranza" che il viola ha saputo esaltare, raccogliere, unire e poi dividere.

Intorno al viola ci siamo ritrovati in tanti, così diversi e così simili, ci siamo riconosciuti dallo sguardo che per troppo tempo era rimasto spento, dai sogni che avevamo smesso di fare e che in qualche modo ci siamo ritrovati a condividere. Cosa ci accomunava tanto da creare un legame che dal primo incontro, una sera di ottobre, continua a rafforzarsi ed ampliarsi ogni giorno di più?




mercoledì 10 marzo 2010

Nausea da Viola!

Il Popolo Viola, quello che ha dato vita alla grande manifestazione del 5 dicembre, vive oggi drammatici problemi che io definirei vere e proprie crisi di identità. Avendone seguito le sorti, come uno dei tanti coordinatori del gruppo Piemonte, a questo punto ritengo doverosa un'analisi attenta e lucida rispetto alle ultime prese di posizione che i media riportano come voci quasi "ufficiali" di un popolo difficilmente classificabile.

Ammetto che provo un certo fastidio anche nell'abuso del termine "popolo", tanto più quando lo si usa non tanto come insieme di persone che rivendicano il rispetto della Costituzione ma come "masse" che seguono questa o quella bandiera politica, a seconda di chi, nell'opposizione, grida più forte.

Di sicuro c'è solo che non può essere un movimento nato "dal basso" e di certo non è così lontano dai partiti, come si è presentato sin dall'inizio (basterebbe contare le candidature nell'IDV di alcuni esponenti viola che sino a qualche giorno fa si proclamavano "apartitici"). E di sicuro c'è che la tanto vantata "trasparenza e orizzontalità del movimento molecolare" è venuta meno in un istante, il 5 febbraio, di fronte ad alcune reazioni contrarie al nuovo richiamo alla piazza partito, ancora una volta, dall'alto ed imposto quasi come "must". Le contestazioni legittime di alcuni individui ed esponenti dei gruppi locali attivi sui territori hanno ottenuto come unica risposta una serie di "ban" selvaggi (esclusioni dalla pagina), sino alla chiusura totale della pagina, durata per circa 5 giorni.


lunedì 15 febbraio 2010

Il Popolo Viola? Oltre il 5 dicembre, non un evento mediatico ma diversamente democratici!

lunedì 15 febbraio 2010 alle ore 3.54 - Simonetta Zandiri

In questi ultimi giorni solo una persona con gravi problemi di connessione ad internet avrebbe potuto non accorgersi che qualcosa di anomalo stava accadendo nella pagina principale de Il popolo viola. Il sintomo più evidente è che la bacheca, venerdì scorso, è stata chiusa. Era possibile SOLO commentare, possibile per i "non bannati".

Buone notizie, adesso è riaperta! :-)

La nota ufficiale, pubblicata qualche sera fa intorno alle 22:00, spiegava:"Abbiamo deciso di disabilitare temporaneamente la bacheca a seguito dei numerosi assalti subiti dalla pagina dopo l'annuncio della manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento e le leggi ad personam di Berlusconi, convocata per sabato 27 febbraio a Roma e promossa dal Popolo Viola di Roma, dal Presidio Permanente Montecitorio, Bo.Bi. Blog San Precario e LiberaCittadinanza. Sigle, queste, notoriamente (e in qualche caso storicamente) impegnate nella battaglia contro il berlusconismo."
A smentire questa ridicola affermazione è sufficiente il video che, apprezzabile per trasparenza e condivisione, mette in luce un aspetto anomalo perché da una parte lo stesso gruppo di Roma non è stato informato sulla manifestazione se non a giochi fatti e, dall'altra, l'associazione Libera Cittadinanza si trova inclusa tra i promotori senza essere stata preventivamente consultata.
Qui il video della recente assemblea del gruppo di Roma