domenica 25 aprile 2010

Vogliono cancellare la Resistenza? Reinventiamola!


Vogliono cancellare la RESISTENZA. Prima eliminando semplicemente la “parola” dai programmi scolastici, poi addirittura modificando la storia, come è successo a Salerno. Il presidente della Provincia Edmondo Cirielli, l’ex deputato aennino oggi Pdl e presidente della commissione Difesa della Camera, «cancella» la Resistenza e la lotta di liberazione dall`occupazione nazifascista dal manifesto celebrativo, come accusa il centrosinistra. A Salerno campeggiano i manifesti della Provincia: nessun riferimento alla Resistenza partigiana e alla lotta al nazifascismo, al suo posto troviamo invece un elogio all`esercito americano «per l`intervento nella nostra terra che ha sancito un’alleanza che ha garantito un luogo periodo di pace e di progresso economico e sociale, senza precedenti e che ha salvato l`Italia, come l`Europa, dalla dittatura comunista».


Vogliono cancellare la RESISTENZA. A Mogliano (Treviso) è vietato, dalla Lega Nord,  cantare BELLA CIAO, uno dei brani simbolo della lotta dei partigiani. Oggi, 25 aprile, chi si è dilettato nell’arte dello zapping televisivo avrà notato che nessuna delle reti nazionali, RAI o MAFIASET, ha dedicato il giusto tempo al ricordo di una memoria ormai persa.
Non permettiamo a nessuno di cambiare la storia, di cancellare la Resistenza, di infangare la memoria di chi è morto per un ideale, per il sogno di un’Italia unita e libera. Noi abbiamo ancora quel sogno e siamo pronti ad inventare una nuova resistenza, nel rispetto e nel ricordo di chi, prima di noi, ha saputo sacrificare la propria vita.
Rileggiamo alcune delle parole dei partigiani, morti per la libertà, rileggiamole per non dimenticare!
Aprile 1944, dalla lettera di un partigiano condannato a morte:
Amatevi l’un l’altro, miei cari, amate vostra madre e fate in modo che il vostro amore compensi la mia mancanza. Amate lo studio e il lavoro. Una vita onesta è il migliore ornamento di chi vive.
Dell’amore per l’umanità fate una religione e siate sempre solleciti verso il bisogno e le sofferenze dei vostri simili. Amate la libertà e ricordate che questo bene deve essere pagato con continui sacrifici e qualche volta con la vita. Una vita in schiavitù è meglio non viverla. Amate lamadrepatria, ma ricordate che la patria vera è il mondo e, ovunque vi sono vostri simili, quelli sono i vostri fratelli. Siate umili e disdegnate l’orgoglio; questa fu la religione che seguii nella vita. Forse, se tale è il mio destino, potrò sopravvivere a questa prova; ma se cosi non può essere io muoio nella certezza che la primavera che tanto io ho atteso brillerà presto anche per voi. E questa speranza mi da la forza di affrontare serenamente la morte.




Dal carcere di Regina Coeli, 12 aprile 1944


Non sappiamo cosa sarà l'avvenire che io comunque già sento più bello, più buono del triste presente, di questo terribile oltraggio all'umanità. Ma qualunque esso sia ed io dovessi essere inghiottito da questo vortice tremendo, che annienta uomini e cose, di fronte al giudizio dei miei figli, preferisco essere il padre che ha risposto all'appello del dovere, anziché il codardo che se ne sottrae.
Se con la mia morte tu ed i miei figli avrete perso il mio amore e il mio sostegno, vi resterà un amore e un sostegno più grandi: quello dell'umanità finalmente libera, che accoglierà nella sua grande famiglia gli orfani e le vittime di questa vasta tragedia. Ed io, tu lo sai, non sarò il solo caduto; è ormai innumerevole la schiera dei generosi che hanno offerto il proprio petto in questa lotta di popoli anelanti ad un domani di luce. E potessi io essere l'ultimo. Morirei più contento se sapessi che il mio solo sangue bastasse ad estinguere la sete della belva.
I Modena City Ramblers, BELLA CIAO!







Simonetta Zandiri
ORA E SEMPRE RESISTENZA!

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