L'essere autenticamente apartitici è una delle caratteristiche che ci distinguono, come gruppo Resistenza VIOLA Piemonte, dalla gestione non sempre trasparente del movimento da parte di chi è più in contatto con i media (vedi Gianfranco Mascia, che ha ormai dichiarato il suo essere a libro paga IDV da più di un mese) o da chi, dietro l'anonimo San Precario, gestisce la pagina che conta circa 250mila iscritti, con modalità ben poco orizzontali e democratiche (non si contano più ormai i gruppi "finti" linkati da quella pagina, i commenti eliminati, e le migliaia di ban di chi osa contestare o discutere!).
In questo periodo elettorale, i partiti hanno certamente mostrato la grande lacuna del sistema ITALIA, un vuoto nel quale la maggioranza diventa più forte e l'opposizione mostra quel volto e quell'assenza di programmi che porterà ancora più italiani all'astensionismo.
E in questo momento "caldo", i movimenti come il nostro sono più che mai esposti a strumentalizzazioni da più parti, da IDV, da SEL e persino da quel PD che il 5 dicembre non ha ritenuto opportuno "aderire" alla nostra iniziativa, ma non ha esitato al richiamo del viola in piazza il 13 marzo a Roma.
giovedì 25 marzo 2010
lunedì 22 marzo 2010
VIOLA & NO TAV. Nuoce gravemente al regime. Usare con cautela.
La manifestazione del 20 marzo a Torino, organizzata da Resistenza VIOLA Piemonte ed il movimento NO TAV, che ha visto anche l'adesione de La Casa della Legalità e la partecipazione di molti gruppi viola del nord Italia, è stata una grande prova di straordinaria movimentazione popolare di più movimenti "spontanei" e liberi, nella quale nonostante la prevalente superiorità numerica dei valsusini NO TAV (che resistono da ormai 21 anni) la grande novità è stata la partecipazione attiva di cittadini che per la prima volta si sono sentiti coinvolti in prima persona in una passeggiata pacifica ma significativa di una consapevolezza sempre più diffusa dei grandi mali che affliggono il nostro Paese.
venerdì 19 marzo 2010
Io sono Marinella.
Sono tante le ragioni che porteranno molti di noi a partecipare alla manifestazione del 20 marzo, NO MAFIA NO TAV NO CENSURA, a Torino. Alcune di queste sono ideali, altre sono quanto mai reali.
Marinella è una persona, un essere umano, una donna di 46 anni. Una resistente che da anni difende, in prima linea, il suo paese. Non solo la propria "valle", ma l'intero paese. Lo stesso paese che oggi, nonostante si sia raggiunto e superato il limite, resta ancora indifferente di fronte a ingiustizie sempre più palesi, di fronte all'illegalità che colpisce soprattutto le istituzioni a danno di onesti cittadini. Marinella il 17 febbraio si trovava a Coldimosso, dimostrando pacificamente il proprio dissenso per l'ennesima trivella-truffa. Marinella era lì per difendere anche il nostro futuro.
Marinella è una persona, un essere umano, una donna di 46 anni. Una resistente che da anni difende, in prima linea, il suo paese. Non solo la propria "valle", ma l'intero paese. Lo stesso paese che oggi, nonostante si sia raggiunto e superato il limite, resta ancora indifferente di fronte a ingiustizie sempre più palesi, di fronte all'illegalità che colpisce soprattutto le istituzioni a danno di onesti cittadini. Marinella il 17 febbraio si trovava a Coldimosso, dimostrando pacificamente il proprio dissenso per l'ennesima trivella-truffa. Marinella era lì per difendere anche il nostro futuro.
lunedì 15 marzo 2010
Ci sono tanti popoli viola, alcuni davvero APARTITICI!
In questo periodo si intensificano le battaglie elettorali, dopo la censura ai programmi televisivi ecco che le piazze tornano a riempirsi di gazebo e manifestazioni dei vari partiti. A meno di due settimane dal voto ricordarsi che esistono degli elettori è un segnale molto chiaro del livello di affezione dei partiti per i propri sostenitori! Poco male, pare sia davvero reciproco.
Il movimento "viola", quello che ha dato vita al NoBDay del 5 dicembre, sembrava essere nato proprio per colmare quel senso di vuoto tra i cittadini e i partiti, dai quali gli stessi cittadini non si sentivano più rappresentati. Anche nel nostro gruppo piemontese, sin dai primi giorni di ottobre, il leit motiv era quello della "sfiducia", del dover sempre fare la scelta elettorale cercando "il male minore", con una sorta di drammatica rassegnazione. Ma il viola è stato per noi il colore dell'indignazione, della rabbia, all'inizio, e poi della consapevolezza che il cambiamento che vogliamo deve avvenire prima di tutto negli italiani. Eh si, triste dirlo ma l'Italia ha il governo che merita. L'Italia incapace di pensare al "noi" ma chiusa nel proprio mondo fatto di interessi e vantaggi personali, è la stessa italia che affronta il voto per tutelare i propri interessi personali, cosa che più in grande fa il governo, quando usa la carica pubblica per coprire le proprie malefatte e gestire i propri interessi economici (vergognoso lo scudo fiscale) o, ultimo ma non meno importante, rimediare con un deCRETINO interpretativo gli errori nelle presentazioni delle liste. Un vero e proprio GOLPE!
Il movimento "viola", quello che ha dato vita al NoBDay del 5 dicembre, sembrava essere nato proprio per colmare quel senso di vuoto tra i cittadini e i partiti, dai quali gli stessi cittadini non si sentivano più rappresentati. Anche nel nostro gruppo piemontese, sin dai primi giorni di ottobre, il leit motiv era quello della "sfiducia", del dover sempre fare la scelta elettorale cercando "il male minore", con una sorta di drammatica rassegnazione. Ma il viola è stato per noi il colore dell'indignazione, della rabbia, all'inizio, e poi della consapevolezza che il cambiamento che vogliamo deve avvenire prima di tutto negli italiani. Eh si, triste dirlo ma l'Italia ha il governo che merita. L'Italia incapace di pensare al "noi" ma chiusa nel proprio mondo fatto di interessi e vantaggi personali, è la stessa italia che affronta il voto per tutelare i propri interessi personali, cosa che più in grande fa il governo, quando usa la carica pubblica per coprire le proprie malefatte e gestire i propri interessi economici (vergognoso lo scudo fiscale) o, ultimo ma non meno importante, rimediare con un deCRETINO interpretativo gli errori nelle presentazioni delle liste. Un vero e proprio GOLPE!
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venerdì 12 marzo 2010
L'opposizione unita in piazza, senza Santoro!
Vediamo di ricapitolare.
Il PD all'improvviso si accorge che siamo in piena emergenza democratica. Non male, considerando che parliamo di mesi e mesi di leggi ad personam, scudi fiscali ed altre amenità simili.
Ora, casualmente a due settimane dalla scelta elettorale per le regionali, finalmente decide che si è superato "il limite" ed unisce i partiti dell'opposizione in una nuova grande piazza, domani a Roma.
Il PD all'improvviso si accorge che siamo in piena emergenza democratica. Non male, considerando che parliamo di mesi e mesi di leggi ad personam, scudi fiscali ed altre amenità simili.
Ora, casualmente a due settimane dalla scelta elettorale per le regionali, finalmente decide che si è superato "il limite" ed unisce i partiti dell'opposizione in una nuova grande piazza, domani a Roma.
Per vincere”: si apre così il documento politico che è alla base della manifestazione di sabato prossimo a piazza del Popolo a Roma. Il documento è stato sottoscritto dal Partito democratico, Italia dei valori, Federazione della sinistra, Sinistra ecologia libertà, Partito socialista italiano, Verdi.
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VIOLA & NO TAV. Non succede all'improvviso, ma succede.
Ho iniziato a leggere il libro di Federico Mello, "VIOLA". Non è un nome di una ragazza, ma il titolo del libro dedicato all'"incredibile storia del No B.Day, la manifestazione che ha beffato Silvio Berlusconi".
E' curioso, per me che ho fatto parte di questa storia viola, leggere un libro che ne racconta le varie sfumature. Sono appena all'inizio ma è proprio in quell'inizio che ho voglia di riscoprire quel senso di "speranza" che il viola ha saputo esaltare, raccogliere, unire e poi dividere.
Intorno al viola ci siamo ritrovati in tanti, così diversi e così simili, ci siamo riconosciuti dallo sguardo che per troppo tempo era rimasto spento, dai sogni che avevamo smesso di fare e che in qualche modo ci siamo ritrovati a condividere. Cosa ci accomunava tanto da creare un legame che dal primo incontro, una sera di ottobre, continua a rafforzarsi ed ampliarsi ogni giorno di più?
E' curioso, per me che ho fatto parte di questa storia viola, leggere un libro che ne racconta le varie sfumature. Sono appena all'inizio ma è proprio in quell'inizio che ho voglia di riscoprire quel senso di "speranza" che il viola ha saputo esaltare, raccogliere, unire e poi dividere.
Intorno al viola ci siamo ritrovati in tanti, così diversi e così simili, ci siamo riconosciuti dallo sguardo che per troppo tempo era rimasto spento, dai sogni che avevamo smesso di fare e che in qualche modo ci siamo ritrovati a condividere. Cosa ci accomunava tanto da creare un legame che dal primo incontro, una sera di ottobre, continua a rafforzarsi ed ampliarsi ogni giorno di più?
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mercoledì 10 marzo 2010
Nausea da Viola!
Il Popolo Viola, quello che ha dato vita alla grande manifestazione del 5 dicembre, vive oggi drammatici problemi che io definirei vere e proprie crisi di identità. Avendone seguito le sorti, come uno dei tanti coordinatori del gruppo Piemonte, a questo punto ritengo doverosa un'analisi attenta e lucida rispetto alle ultime prese di posizione che i media riportano come voci quasi "ufficiali" di un popolo difficilmente classificabile.
Ammetto che provo un certo fastidio anche nell'abuso del termine "popolo", tanto più quando lo si usa non tanto come insieme di persone che rivendicano il rispetto della Costituzione ma come "masse" che seguono questa o quella bandiera politica, a seconda di chi, nell'opposizione, grida più forte.
Di sicuro c'è solo che non può essere un movimento nato "dal basso" e di certo non è così lontano dai partiti, come si è presentato sin dall'inizio (basterebbe contare le candidature nell'IDV di alcuni esponenti viola che sino a qualche giorno fa si proclamavano "apartitici"). E di sicuro c'è che la tanto vantata "trasparenza e orizzontalità del movimento molecolare" è venuta meno in un istante, il 5 febbraio, di fronte ad alcune reazioni contrarie al nuovo richiamo alla piazza partito, ancora una volta, dall'alto ed imposto quasi come "must". Le contestazioni legittime di alcuni individui ed esponenti dei gruppi locali attivi sui territori hanno ottenuto come unica risposta una serie di "ban" selvaggi (esclusioni dalla pagina), sino alla chiusura totale della pagina, durata per circa 5 giorni.
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