venerdì 12 marzo 2010

VIOLA & NO TAV. Non succede all'improvviso, ma succede.

Ho iniziato a leggere il libro di Federico Mello, "VIOLA". Non è un nome di una ragazza, ma il titolo del libro dedicato all'"incredibile storia del No B.Day, la manifestazione che ha beffato Silvio Berlusconi".
E' curioso, per me che ho fatto parte di questa storia viola, leggere un libro che ne racconta le varie sfumature. Sono appena all'inizio ma è proprio in quell'inizio che ho voglia di riscoprire quel senso di "speranza" che il viola ha saputo esaltare, raccogliere, unire e poi dividere.

Intorno al viola ci siamo ritrovati in tanti, così diversi e così simili, ci siamo riconosciuti dallo sguardo che per troppo tempo era rimasto spento, dai sogni che avevamo smesso di fare e che in qualche modo ci siamo ritrovati a condividere. Cosa ci accomunava tanto da creare un legame che dal primo incontro, una sera di ottobre, continua a rafforzarsi ed ampliarsi ogni giorno di più?






Direi anzi tutto un senso di solitudine. Non fraintendetemi, non intendo la solitudine di chi vive isolato dal resto del mondo, ma da chi non trova similitudini nell'altro. La solitudine che si prova quando si è costretti ad ascoltare ore di interminabili ed inutili discorsi su chi è stato nominato al Grande Fratello o sull'ennesima vittoria della Juventus o, peggio ancora, sul fatto che non ci sono più le mezze stagioni e sono sempre i migliori che se ne vanno. Il banale è il nostro quotidiano. Lo shopping il momento delle "soddisfazioni". La famiglia nei ritagli di tempo. L'impegno politico delegato ad altri e lontano dagli interessi di tutti.

In questo quotidiano vivere qualcuno si sente solo. Qualcuno come me e come le persone con le quali sino ad oggi ho condiviso questa strada in viola. Nel nome della viola ci siamo mobilitati perché il 5 dicembre potessimo dare insieme un forte segnale della nostra INDIGNAZIONE di fronte a questa casta che oggi, dimentica del bene pubblico, impiega tempo e risorse soprattutto per proteggere sè stessa dai propri problemi con la giustizia ed il fisco.

Il paese è quasi alla fame, il debito pubblico è alle stelle, la scuola è ai minimi storici, la tv è controllata da un uomo solo al telecomando, l'opposizione non è incisiva e di certo non ci rappresenta più. Molti cittadini sono ormai lontani dal mondo politico, pensando che "tanto non cambia nulla", molti non vanno più a votare o lo fanno limitandosi a tutelare il "proprio interesse", emulando in piccolo ciò che il governo fa in grande. I fatti propri.

Dopo il 5 dicembre il nostro gruppo è andato avanti, dopo i No a Berlusconi sono arrivati i SI', i grandi temi sui quali vogliamo impegnarci per cambiare radicalmente questo paese riscoprendo i valori come la solidarietà e la moralità (ben più alta della legalità) che sembrano ormai essere dimenticati.
Non succede all'improvviso. Non capita per caso. Nella storia di ciascuno di noi ci sono evidenti segnali di una continua ricerca di questi valori, ciascuno di noi li porta dentro nei pensieri e nelle azioni di una vita. E riconosce nell'altro lo stesso spirito, la stessa sensibilità, una grande passione per l'umanità.

Non succede per caso, ma quando succede ci si avvicina volentieri ad altri movimenti. Nel nostro gruppo viola da sempre abbiamo avuto la fortuna di avere attivisti del movimento NO TAV. Per molti la questione TAV era una novità, ma non per me. Da anni seguo, grazie alla rete e a cari amici sempre in prima linea, le vicende terrificanti legate a questa inutile e devastante opera, storie e verità da sempre censurate perché la torta TAV è spartita dalle forze di destra e di sinistra, in egual misura.

Ma più di tutto, storie di persone che hanno saputo riunirsi intorno a qualcosa di più grande di un ideale, intorno ad una lotta e ad un nemico che ha militarizzato il territorio per depredarlo, sfruttarlo per logiche di profitto, e da questa resistenza, quasi per caso, in 21 anni ne è scaturito un movimento che oggi possiamo definire un vero e proprio laboratorio di democrazia.

Trascorro volentieri parte del mio tempo libero ai presidi No TAV. Si respira davvero un fresco profumo di libertà e ammetto, egoisticamente, che da questi moderni partigiani sento di avere molto da imparare. Nei loro discorsi c'è grande passione, sbagliato credere che siano "difensori del loro giardino", sono difensori estremi dei nostri diritti Costituzionali ed è di quelli che si parla con dibattiti spesso molto intensi. Loro hanno il nostro stesso nemico ma, mentre per noi resta qualcosa di astratto, quasi un "sistema virtuale", per loro è fisicamente tangibile (anche troppo, a giudicare dalle manganellate e dagli abusi subìti dai No TAV in questi anni), è visibile. E allora lo si affronta insieme, compatti, ci si schiera uniti, con la propria fiaccola accesa, di fronte alle forze dell'ordine in assetto anti-sommossa. E si resiste. Al freddo, al gelo, alle manganellate.

Per noi viola la lotta non ha un "luogo", è senza dove, ed i legami hanno avuto inizio in un altro "non luogo", su Facebook. Il "nemico" è lontano, a Roma, e così diventa più arduo tentare di unirsi e compattarsi quando sembra di combattere contro un "tutto" invisibile e remoto.

Il Movimento No TAV è ben radicato nel territorio, i presidi sono diventati dei punti d'incontro per i cittadini, l'occasione per parlare di nuovo di politica, di libertà, di un altro mondo possibile. I loro presidi sono l'equivalente delle nostre bacheche, con una differenza enorme: al presidio ci si guarda negli occhi e al di là delle parole si riconosce, nello sguardo dell'altro, la stessa fiamma che arde in noi. Quell'incredibile, immenso, infinito desiderio di libertà, solidarietà, giustizia. Uno sguardo può unire più di mille parole, un abbraccio può dare il coraggio che a volte manca, una lotta sul campo può dare un senso a tutto ciò che spesso sembra così inutile.

NO TAV e VIOLA insieme il 20 marzo, sfileremo compatti per combattere la mafia che siede in parlamento, per dire NO alla CENSURA, per opporci a questa CASTA, per cercare, insieme di costruire un'altra Italia. Speriamo che altri movimenti si uniscano a noi, speriamo di poter essere in tanti, perché non dovrebbero essere i popoli ad aver paura dei governi ma, al contrario, dovrebbero essere i governi a temere i propri popoli!

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