mercoledì 10 marzo 2010

Nausea da Viola!

Il Popolo Viola, quello che ha dato vita alla grande manifestazione del 5 dicembre, vive oggi drammatici problemi che io definirei vere e proprie crisi di identità. Avendone seguito le sorti, come uno dei tanti coordinatori del gruppo Piemonte, a questo punto ritengo doverosa un'analisi attenta e lucida rispetto alle ultime prese di posizione che i media riportano come voci quasi "ufficiali" di un popolo difficilmente classificabile.

Ammetto che provo un certo fastidio anche nell'abuso del termine "popolo", tanto più quando lo si usa non tanto come insieme di persone che rivendicano il rispetto della Costituzione ma come "masse" che seguono questa o quella bandiera politica, a seconda di chi, nell'opposizione, grida più forte.

Di sicuro c'è solo che non può essere un movimento nato "dal basso" e di certo non è così lontano dai partiti, come si è presentato sin dall'inizio (basterebbe contare le candidature nell'IDV di alcuni esponenti viola che sino a qualche giorno fa si proclamavano "apartitici"). E di sicuro c'è che la tanto vantata "trasparenza e orizzontalità del movimento molecolare" è venuta meno in un istante, il 5 febbraio, di fronte ad alcune reazioni contrarie al nuovo richiamo alla piazza partito, ancora una volta, dall'alto ed imposto quasi come "must". Le contestazioni legittime di alcuni individui ed esponenti dei gruppi locali attivi sui territori hanno ottenuto come unica risposta una serie di "ban" selvaggi (esclusioni dalla pagina), sino alla chiusura totale della pagina, durata per circa 5 giorni.



Alla faccia del movimento molecolare e democratico! Nasce, contemporaneamente, Resistenza VIOLA, una pagina creata da alcuni ex admin della pagina principale del popolo viola e da esponenti dei gruppi locali, inclusa la sottoscritta. Resistenza VIOLA nasce soprattutto con la volontà di mantenere vivo l'autentico spirito viola e, contestualmente, rispettare l'orizzontalità, la trasparenza e quelle ragioni che hanno portato in piazza, quel 5 dicembre, milioni di individui stanchi di sopportare in silenzio una situazione di vero e proprio regime. Berlusconi ha racchiuso in sé, in quella giornata di grande mobilitazione, tutte le "colpe" di Parlamento ormai completamente lontano dalla realtà dei cittadini e dalle vere emergenze dell'Italia.

Ma nel movimento viola, molto diversificato e trasversale, si muovono spesso opinioni contrastanti, su alcune questioni fondamentali e non solo di forma. All'interno del nostro gruppo Piemontese, come per Resistenza Viola, è prevalsa infatti la volontà di creare un cambiamento reale nel nostro Paese, che parta da un cambiamento "culturale", consapevoli del fatto che in democrazia la scelta si fa alle urne, e non sarà il milione di persone in piazza a votare, ma i 46 milioni rimasti a casa.
Sono stati quindi individuati i punti fondamentali di questo movimento, riassunti in 10 EMERGENZE DEMOCRATICHE, che vanno "oltre" il No a Berlusconi e riassumono i cardini di un impegno costante per ripristinare e salvaguardare i principi ed i diritti contenuti nella nostra Costituzione, da troppo tempo violati dalle istituzioni.

Le continue ambiguità degli "esponenti" del popolo viola, quelli a stretto contatto con i media, e dei gestori/admin della pagina, stanno purtroppo lentamente disgregando una rete di cittadini che aveva imparato ad unirsi nella lotta, e che ora stentano quasi a riconoscersi in quel viola che chiama ancora alla piazza, questa volta al fianco del PD, per opporsi al GOLPE ELETTORALE (il vergognoso decreto salvaliste) ma GIUSTIFICA il Presidente della Repubblica Napolitano, nonostante la maggioranza dei "viola" ne riconoscano, al contrario, la grave mancanza.

Queste ed altre ambiguità stanno portando all'interno dei gruppi più resistenti, come RESISTENZA VIOLA e lo stesso gruppo Piemontese, sino al punto di valutare quanto abbia senso mantenere il legame con il Viola. Riportiamo qui il testo della nota pubblicata (e condivisa dalla sottoscritta) proprio ieri sera da Resistenza VIOLA:

"NOTE DI COLORE SU SFONDO TRASPARENTE (RESISTENZA VIOLA)"




E' in corso la votazione relativa al cambio di nome della pagina. L'iniziativa è stata intrapresa interpretando l'ongoing delle riflessioni in bacheca, e il senso diffuso che ne è emerso di essere ”altro” dal gruppo con il quale molti hanno ,con totale onestà di intenti, originariamente collaborato.

Ed a conferma di questo è stata proposta attraverso forme e metodi completamente diversi, di profondo rispetto per i valori di partecipazione democratica. In questa pagina nessuna decisione viene calata dall'alto, non ci sono ”entità” anonime a tracciare la linea; nè tantomeno si fa ricorso al ricatto morale della doverosa adesione ”senza se e senza ma”.

E' un luogo nel quale le persone vengono ancor prima dei gruppi e dei referenti, e dove il problema spinoso della ”orizzontalità” pare superato, per il momento, dalla partecipazione diretta. E dove trovano spazio tutte le voci, comprese quelle fortemente critiche che in altri luoghi sarebbero prima o poi, con le parole o con i fatti, allontanati come persone non gradite.

Qualunque sia l'esito della votazione, ed al di là dei nomi e delle colorazioni, rimane la presa di coscienza di una evoluzione che ci ha portato ad assumere una identità differente: quella di un movimento civile attento ai principi della Costituzione, ed in particolare alla difesa dei diritti civili, del lavoro, della protezione dell'ambiente.

Della insopprimibile solidarietà nei confronti di chi è vittima dell'ingiustizia. In questo quadro, l'opposizione all'attuale Governo è solo parte degli interessi che ci accomunano; e le dimissioni del suo Premier, che sicuramente auspichiamo, non chiudono il quadro dei nostri obbiettivi d'intervento.

Per questi principi saremo sicuramente disposti a lottare con metodo pacifico e democratico, nei modi più adeguati ; che includeranno naturalmente le manifestazioni, quando sarà necessario, senza trasformarle però in passerelle per la gloria di qualcuno e senza dover cedere ”per necessità” ad improbabili alleanze con soggetti altrettanto responsabili degli eventi di quelli contro i quali ci si rivolge.

Attendiamo dunque il confronto delle idee ed auspichiamo che la votazione in corso, quale che ne sia l'esito, abbia raggiunto soprattutto lo scopo di mettere fine alle polemiche; affinché l'energia di tutti possa essere meglio impiegata per pensare alle presenti e future iniziative."

***** *** ****

Il 27 febbraio, a quell'iniziativa prima chiamata il NOBDAY2 e poi smentita e ridotta a manifestazione contro il legittimo impedimento indetta dal gruppo di Roma e da altre associazioni, la piazza non era gremita con il 5 dicembre e i temi erano simili a quelli da noi affrontati nella Manifestazione in difesa della Costituzione, il 30 gennaio in P.zza Castello. La grande onda del 5 dicembre non c'era più. Quando si nasce come movimento "apartitico" bisogna avere la capacità di mantenere questa promessa, soprattutto in un periodo elettorale come quello che stiamo vivendo adesso, lasciando più spazio alla crescita dei gruppi sul territorio e rimandando le mobilitazioni ad una fase successiva alle elezioni.

Se e come questo movimento si evolverà non è al momento prevedibile, ma quello che è certo è che noi cittadini autenticamente "liberi" che in quel 5 dicembre abbiamo deciso di unirci per RESISTERE non lasceremo questa lotta sino a quando non saranno riconosciuti i principi Costituzionali fondamentali. Saremo pronti a intervenire sulle reali emergenze democratiche di questo Paese, saremo al fianco dei cittadini de L'Aquila, saremo uniti ai movimenti sani che da anni lottano contro il sistema di potere che sfrutta le cariche pubbliche a solo beneficio di poche grandi lobby economiche e a danno di tutta la cittadinanza, come i NO TAV in valsusa.

Saremo pronti a costruire una "rete" con individui, movimenti, associazioni, tutti quelli che, come noi, rivogliono un'Italia democratica, fondata sui principi di uguaglianza, solidarietà, legalità.

Simonetta

Nessun commento:

Posta un commento