lunedì 15 febbraio 2010 alle ore 3.54 - Simonetta Zandiri
In questi ultimi giorni solo una persona con gravi problemi di connessione ad internet avrebbe potuto non accorgersi che qualcosa di anomalo stava accadendo nella pagina principale de Il popolo viola. Il sintomo più evidente è che la bacheca, venerdì scorso, è stata chiusa. Era possibile SOLO commentare, possibile per i "non bannati".
Buone notizie, adesso è riaperta! :-)
La nota ufficiale, pubblicata qualche sera fa intorno alle 22:00, spiegava:"Abbiamo deciso di disabilitare temporaneamente la bacheca a seguito dei numerosi assalti subiti dalla pagina dopo l'annuncio della manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento e le leggi ad personam di Berlusconi, convocata per sabato 27 febbraio a Roma e promossa dal Popolo Viola di Roma, dal Presidio Permanente Montecitorio, Bo.Bi. Blog San Precario e LiberaCittadinanza. Sigle, queste, notoriamente (e in qualche caso storicamente) impegnate nella battaglia contro il berlusconismo."
A smentire questa ridicola affermazione è sufficiente il video che, apprezzabile per trasparenza e condivisione, mette in luce un aspetto anomalo perché da una parte lo stesso gruppo di Roma non è stato informato sulla manifestazione se non a giochi fatti e, dall'altra, l'associazione Libera Cittadinanza si trova inclusa tra i promotori senza essere stata preventivamente consultata.
Qui il video della recente assemblea del gruppo di Roma
Va detto, perché è giusto, che tutto quello che sta accadendo non va interpretato solo in modo negativo con l'ansia di "scissioni" di qualcosa che non si è ancora caratterizzato come un movimento, ma guardando anche al lato positivo, ovvero ad un passaggio necessario da un movimento prima virtuale e poi "di piazza" ad un movimento più organizzato con obiettivi condivisi, una strada che per molti ha richiesto anni di discussioni in stanze separate e che noi, coraggiosamente, portiamo avanti in tempi velocissimi e senza nascondere nulla. Per questo trovo importante apprezzare anche lo sforzo del gruppo di Roma di condividere con la massima trasparenza le polemiche seguite all'annuncio del 27 febbraio. Fine dell'inciso.
Dopo il 5 dicembre, un'altra data significativa: il 5 febbraio 2010, nasce Resistenza VIOLA
In questi giorni di chiusura ci sono stati dubbi, polemiche, critiche, accuse, insulti, insomma quell'Italia che ben conosciamo ma che avevamo dimenticato nell'ideale concetto di individuo superiore in quanto "essere viola". E' un sogno, ragazzi, svegliamoci. Il popolo viola, proprio come quest'Italia che tanto amiamo ed odiamo, è fatto di persone, ciascuna delle quali ha difetti e pregi. Talvolta prevale la parte migliore ma, in situazioni di forti stress (e non si può dire che non lo siamo, con la democrazia agli sgoccioli), può prevalere la parte peggiore con conseguenze talvolta disastrose per tutti, non sempre prevedibili.
Abbiamo già condiviso con voi una nota dell'amico Mario Cattaneo che, con lucidità e saggezza, ha evidenziato una sfumatura quasi romantica agli eventi degli ultimi giorni che qualcuno ha voluto far passare per una spaccatura. Chiariamolo subito, nessuna spaccatura, perché questo "movimento" è qualcosa di totalmente nuovo, al di fuori di logiche e schemi di partito che non può essere considerato un "blocco", è intangibile il mezzo usato per connetterlo, non sono scritte le regole con il quale agisce, per questo ha saputo essere così straordinariamente veloce ed efficace.
Lo stesso "Il popolo viola", ovvero il non precisato individuo che dietro il nick di San Precario o altra identità non certa, postava il 5 febbraio intorno alle 15:00 una frase che ne riassume molto bene il concetto, sulla bacheca da 200mila fan (virtuali): "Non c'è un solo popolo viola. Ci sono tanti popoli viola. Ognuno di noi è un popolo viola. Il copyright non ce l'ha nessuno. E' lì a disposizione. Chi vuole lo usa. Azi usatelo! E' la rete. Facciamocene una ragione."
Se da una parte questa frase contiene una promessa positiva, perché in quel nessuno significa che ognuno è il popolo viola, non dobbiamo dimenticare che la causa "scatenante" della prima grande confusione sulla pagina del nazionale è stato l'annuncio piovuto dall'alto (prima sul blog di San Precario e pochi secondi dopo in bacheca nella pagina principale) della manifestazione del 27 febbraio a Roma, indetta come un vero e proprio NOBDAY 2 e, con un una portata di questo tipo è più che naturale che i gruppi locali siano "saltati" chiedendo spiegazioni e, soprattutto, esigendo quanto meno una rapida consultazione prima di scegliere una data così prossima per un evento complesso da organizzare in pochi giorni.
Noi che l'abbiamo vissuta, la difficoltà organizzativa, sulla nostra pelle, sappiamo cosa vuol dire. Credeteci quando vi diciamo che non avremmo avuto materialmente il tempo di organizzare adeguatamente la trasferta, neanche per la prenotazione degli autobus! Personalmente ho seguito la vicenda più da vicino, in quanto già in occasione dell'evento del 30 gennaio in difesa della Costituzione avevo avuto modo di collaborare con Francesca Tarissi, Ufficio Stampa, e Silvia Rovelli, coordinamento gruppi. Proprio quando insieme, e con Lulu Kiara, Enrico Arillo, Samuela Bellini - referenti gruppi locali - stavamo valutando le pressanti richieste di tutti i gruppi per una nuova presenza "in piazza" ed analizzando il calendario, arriva dall'alto il comunicato stampa e, con esso, l'ordine di MANDARLO con URGENZA. Cosa rendeva così urgente questa decisione, tanto da non consentire la consultazione dei gruppi? La probabilità che se ne potesse dare l'annuncio durante la puntata del 4 febbraio di Annozero (tramite la presenza di De Magistris in trasmissione)!.
Questa data è stata messa in discussione, e con essa l'argomento, perché grazie all'aiuto di Silvia Rovelli stavamo lavorando come Gruppi Locali per proporre CONTENUTI e DATE condivisi. Tutti convinti, ad esempio, della necessità di mettere in PRIMO PIANO l'emergenza LAVORO e di scegliere una data che desse ai gruppi locali il tempo di organizzare non solo la logistica dell'evento ma la giusta coesione con i movimenti attivi sul territorio. Si pensava, inoltre, di non agire prima delle regionali anzitutto perché il calendario è già denso di appuntamenti (No Mafia Day, No Razzismo Day, etc.) e, naturalmente, per non diventare facilmente strumentalizzabili da questo o quel partito, rischio inevitabile per un movimento giovane ed inesperto come il nostro.
Si stavano ipotizzando date significative come il 25 aprile o il 2 giugno che, anche se lontane, nascono dalla consapevolezza che il cambiamento reale richiederà un lavoro quotidiano verso una nuova "cultura" della democrazia. La piazza serve, ma non basta. La vera democrazia si fa alle urne, con il voto. Se non agiamo sulla consapevolezza dei cittadini rischiamo di trovarci nuovamente in mano ad elettori "condizionati" da un'unica informazione monopolizzata.
Francesca Tarissi (ufficio stampa nazionale) e Silvia Rovelli (Coordinamento Gruppi), persone correttissime che davvero dedicano grandi energie a questo progetto, come tutti noi, non hanno potuto fare a meno di interpretare le grandi proteste che stavano sommergendo la bacheca e chiedere semplicemente che una decisione di questo tipo fosse annunciata pubblicamente solo previa consultazione dei gruppi, per verificarne la fattibilità.
Risposte vaghe, purtroppo, unite ad una forte pressione perché "era un'emergenza democratica", hanno quasi messo queste due volontarie viola nella incredibile posizione tipica di un regime: o con me o contro di me, o adesso o niente. Durante una breve pausa temporale (qualche ora) che sembrava fosse stata concessa per prendere una decisione, è spuntato l'articolo pubblicato su L'Unità. Quindi ormai era pubblico e, di fatto, la notizia pubblica rendeva inevitabilmente l'evento qualcosa da realizzare. Punto e basta. Avete mai visto un ufficio stampa ricevere il comunicato da mandare... quando l'articolo è già stato pubblicato! Questa si che è efficienza! :-)
Per coerenza e correttezza verso tutti i viola che avevano davvero lavorato sempre con passione e trasparenza, entrambe hanno scelto di stare dalla parte del Popolo Viola. Hanno quindi spiegato le loro ragioni ai gruppi mandando loro un'email ed hanno iniziato il triste percorso di chi osa mettersi contro.
Non mi dilungo troppo nelle lunghe ore di conversazioni telefoniche ma il quadro che si è delineato è quello del classico evento "mediatico", il 27 non aveva importanza che i gruppi locali riuscissero o meno ad esserci, i partiti avrebbero garantito la presenza numerosa e per assicurare il successo mediatico era stato sufficiente scegliere una piazza meno capiente, la si puo' riempire tranquillamente anche solo con i laziali. Un po' come dire "poco importa che davvero si muova tutta l'Italia, ci basta farlo credere".
Un'altra frase che mi ha colpito è stata "Rassegnatevi, la politica si fa a Roma". Non credo proprio, la politica la fanno i cittadini, in tutta Italia, quei cittadini che si recano legittimamente alle urne per il voto democratico!
Questo non è gossip, perdonatemi, questo è un concetto basilare per noi. Vogliamo essere un evento mediatico, probabilmente più utile a qualche partito di opposizione che a tutti gli italiani o vogliamo iniziare un percorso magari più lungo ma che ci porti ad un cambiamento culturale quanto mai urgente?
E' una scelta davvero FONDAMENTALE, perché se ci opponiamo alle grandi "lobby" economiche che controllano anche l'informazione non possiamo farlo avvallando finzioni mediatiche, per quanto abbiamo l'appoggio di Repubblica o Micromega o Il Fatto. Non inganniamo il Paese, non noi. Chiediamoci, magari, perché non hanno dato agli eventi del 30 gennaio la giusta visibilità, salvo parlarne a posteriori!
Impariamo umilmente a cambiarlo, il sistema, giorno dopo giorno. Questo è stato sino ad oggi l'obiettivo del nostro gruppo e, ne sono certa, è condiviso da tutti i gruppi locali. E se qualcuno ha pensato che potessimo nascere e scomparire il 5 dicembre non ha fatto i conti con quello che avremmo saputo diventare. L'intelligenza collettiva esiste, eccome, stiamo solo cercando il modo migliore di metterla a frutto! Ammettiamo pure di riuscire ad ottenere le dimissioni di Berlusconi, scenario fantapolitico, se mai dovesse accadere, chi ci assicura che al suo posto non ci ritroveremmo un individuo simile? Magari meno nano, ma con lo stesso sistema corrotto alle spalle? Ho sentito più volte l'opposizione fare il nome di Prodi come unica reale alternativa.... PRODI, capite? L'uomo dell'IRI, l'uomo della TAV, della Cirio.... è così che vogliamo cambiare l'Italia?
Ma torniamo alla nostra vicenda, per trasparenza è giusto che condivida con voi le informazioni che sono riuscita in qualche modo a raccogliere in questa difficilissima settimana di esercizio di democrazia 2.0 !
Prima ancora che partissero i "ban"(= bloccare un utente perché possa accedere in lettura alla pagina ma non abbia diritti per postare o commentare), Francesca Tarissi e Silvia Rovelli insieme alla sottoscritta, ad altri referenti di gruppi locali e ad alcuni admin (Black Delivery, Gabriella Costantino, Nicola Bianco) che non tolleravano più queste modalità non democratiche, hanno aperto una pagina (Resistenza VIOLA) nella quale poter spiegare le motivazioni alla base di questa scelta e, in qualche modo, esprimere una posizione di dissenso, sia sulle finalità della manifestazione (contro il legittimo impedimento siamo tutti uniti ma si stavano discutendo anche altri temi importanti) che sulle modalità e sul fatto che una mobilitazione "nazionale" andava fatta condividendo con i gruppi sia IL CONTENUTO che la LOCATION e la DATA. E' stato un passo necessario per poter avere uno spazio "libero" dove difendere una posizione. In fondo, come ha ben dichiarato un ignoto admin della pagina principale, "Ci sono tanti popoli viola"!
Purtroppo siamo ancora talmente intrisi di quelle vecchie dinamiche "partitiche" (nel senso negativo del termine) che, senza neanche riconoscere il grande valore di un gruppo di persone che "pubblicamente" si scontra senza nascondersi, qualcuno non ben identificato (San Precario? qualche promotore? il coordinamento? mah!) poco dopo aver bannato quasi tutti quelli che, con tono piu' o meno educato, chiedevano risposte, ha chiuso completamente la bacheca principale , mettendo la parola FINE ad una discussione che, invece, avrebbe aiutato a risolvere una volta per tutte la questione.
A quel punto si potevano solo commentare i post esistenti e sono partiti immediatamente insulti verso chi ha osato opporsi, accusato di essere caduto in logiche narcisistiche a discapito dell'obiettivo finale, la lotta al berlusconismo. Questa è la posizione ricorrente in molti "commenti", unica via per confrontarsi in una bacheca paradossalmente chiusa. Altri commenti cadono, invece, inevitabilmente nella critica verso questa o quella persona, normalmente figure chiave del coordinamento nazionale o del comitato promotore.
Siamo italiani, siamo 200mila individui e, come afferma nella sua nota Mario Cattaneo, non vogliamo essere un'organizzazione formale ma una miriade di donne e uomini di cui non ha importanza la provenienza geografica, la fede, la formazione politica o religiosa. Siamo individui, non atomi, che si incontrano e si riconoscono quasi d'istinto ed entrano in consonanza con naturalezza.
Non illudiamoci di vincere domani, neanche il 27 febbraio, neanche scendendo di nuovo un milione a Roma otterremmo le dimissioni di Berlusconi e tantomeno la fine del berlusconismo. Il nostro scopo è reinventare la vita in un'era che ce ne sta privando, in forme mai viste.
Ci sono già state polemiche in questo movimento, sin dall'inizio, con alcuni dei promotori che sono stati allontanati ( bannati) ed altri che hanno spontaneamente abbandonato l'iniziativa per motivi che hanno tentato di spiegare su Facebook. Era ottobre, faceva ancora caldo, ma l'aria era già molto tesa. La bocciatura del lodo Alfano ci aveva dato la speranza e per alimentarla molti, come noi, hanno preferito ignorare i contrasti e le dispute tra i promotori, perché il raggiungimento dell'obiettivo era più importante di ogn altra questione.
Vi sarete accorti che abbiamo lavorato molto, a livello territoriale, per diffondere l'ideale viola, non soltanto per organizzare la splendida avventura del 5 dicembre, ma per costruire e diffondere quel cambiamento culturale che sappiamo essere fondamentale per cambiare la situazione di "regime" nella quale ci troviamo.
Per questa ragione non trovate i nostri nomi all'interno di comitati, coordinamenti o organismi eletti in assemblee convocate in modalità discutibili (come è logico che sia, in un movimento che ha 4 mesi di vita!), così come non li trovate nelle associazioni (come 5dodici) e nelle altre pagine createsi dopo il 5 dicembre, come Il Popolo Viola (con le lettere maiuscole). Non abbiamo voluto prendere posizioni, se non l'unica sensata: crescere sul territorio, costruire le basi, aprirci ai movimenti già attivi che condividono con noi ideali ed obiettivi. Perché la strada per il cambiamento è lunga e sappiamo che non basterà scendere in piazza (però quanto ci piace!).
Certamente il nostro è un movimento che parte dalla base ma non ha ancora raggiunto la maturità necessaria per avere realmente una struttura che non sia da "freno" o "controllo", ma sia a supporto di tutte le "molecole" che compongono il popolo viola. Una sorta di grande "raccordo" che sappia catalizzare le idee migliori, condividerle e rielaborarle con quell'intelligenza collettiva che è sì un concetto astratto, per ora, ma è qualcosa che dobbiamo realmente imparare a sfruttare. La strada è lunga, come dimostrato da questi ultimi giorni, ma possiamo farcela.
La bacheca "centrale" ha riaperto pochi giorni fa con questa frase: "Penso che se quello che sta accadendo ora, con il legittimo impedimento, fosse accaduto solo 20 anni fa, oggi in strada ci sarebbero le barricate. Se l'unico problema che abbiamo oggi è di trovare il colpevole che si è permesso di lanciare un'idea sulla quale invece tutti dovremmo convergere spontaneamente allora vuol dire che ha vinto LUI!". Ancora una volta il gioco è chiaro: chi osa mettere in discussione una decisione in qualche modo favorisce Berlusconi. Un tranello nel quale cascano molti, ma è una distorsione inaccettabile.
A mio parere questa volta dobbiamo avere il coraggio di rifiutare questo tipo di alibi e di risolvere apertamente le questioni che hanno portato a questo temporaneo caos.
Gianfranco Mascia ha chiarito la sua posizione scusandosi per il malinteso nella "comunicazione", precisando che la si voleva lanciare come iniziativa locale ma data l'importanza del contrasto all'ILLegittimo impedimento si contava su un'affluenza da tutta Italia, senza pretendere di fare comunque un NoBDay2. La sua spiegazione è certamente un valido contributo a ripartire da un piano aperto e di confronto e di certo non possiamo negare che Gianfranco Mascia sia stato uno dei più attivi "oppositori" del berlusconismo per gran parte della sua vita.
Tuttavia non sono d'accordo nel valutare questa mossa un problema solo sul piano della comunicazione. Si è trattato volutamente di una spinta dall'alto verso il basso di una manifestazione non condivisa ma, ancora una volta, imposta, non importa da chi (San Precario, Mannino, Mascia, poco importa). E proprio mentre i gruppi stavano iniziando a collegarsi per decidere insieme come riportare l'Italia in piazza, dove, e su quali temi. .
Come prima reazione ho fatto presente che il 27 è una data critica anche per il DDL che vede la nascita dell'ennesima mano armata del regime, Protezione Civile SPA. Nessuna risposta, proprio come l'emergenza LAVORO, Protezione CIVILE SPA non ha riscosso successo. Era il 3 febbraio. Oggi, con lo scandalo corruzione e gossip a latere, magari cambieranno idea e trasformeranno il 27 in una manifestazione contro l'illegittimo impedimento, Protezione Civile SPA e, con un po' di abilità, anche per sostenere le battaglie dei lavoratori dell'ALCOA! Un miscuglio che sa di compromesso ma che non ha il valore ed il senso che erano, invece, necessari per dimostrare la maturità del popolo viola.
Anche Grisorio, uno dei blogger promotori, prende le distanze, ammettendo di aver saputo la notizia dai media ed è proprio sui media che si continua a il confronto. Nel frattempo la bacheca chiusa ed i drammatici commenti suscitano l'interesse dei giornalisti, Il Manifesto contatta Francesca Tarissi, ex ufficio stampa, ed eccoci costretti ad emettere un comunicato stampa "soft" che spiega le posizioni di Resistenza Viola senza minimamente accennare a divisioni e spaccature. Per correttezza il comunicato NON VIENE DIFFUSO ma semplicemente inviato al giornalista de Il Manifesto.
Potete leggere qui il testo del comunicato stampa "soft" redatto anche con il mio piccolo contributo dai promotori di Resistenza Viola, con l'obiettivo di non creare spaccature ed inviato solo a Il Manifesto.
Essendo una dei fondatori di Resistenza Viola, nel comunicato stampa viene inserito anche il mio numero di cellulare e dopo pochi secondi dall'invio il giornalista mi chiama e, leggendo i commenti pesantissimi sulla bacheca, mi chiede spiegazioni di questa spaccatura. Io cerco di restare sul tema generico, spiego che parlo a nome di "uno" e che per sapere cosa pensa il popolo viola dovrebbe fare 200mila telefonate, ribadisco che non ci sono spaccature perché la lotta unisce sempre e cerco di spiegare il perché di alcuni commenti decisamente espliciti.
Nell'articolo in questione, , pero', le dichiarazioni di Franz Mannino sono ben diverse e viene definitivamente fuori la parola spaccatura, che "Resistenza VIOLA" cercava di evitare per il bene di tutto il popolo viola.
Resistenza VIOLA, intanto, cresce. Non solo perché è stato per qualche giorno l'unica piazza virtuale pronta ad affrontare il dibattito ma anche perché crescono gli individui che si domandano se non sia effettivamente necessario fermarsi e chiedersi anzitutto quale sia la meta reale (al di là dell'obiettivo, Berlusconi Dimissioni) e con quali "metodi" si voglia arrivare alla meta. Vogliamo davvero continuare a convergere in un'unica pagina controllata da non-si-sa-chi, fino alla prossima discussione nella quale verrà nuovamente bannata gran parte della gente pensante? Possiamo combattere un governo che fa le leggi "ad personam" pur restando intrappolati in dinamiche poco trasparenti e in palesi contrasti tra pseudo-vertici di un movimento che dovrebbe, in realtà, non appartenere a nessuno perché siamo tutti il popolo viola?
Altri sintomi di legami non dichiarati con i partiti emergono sia dalle dichiarazioni rese da Fausto Bertinotti a "Che tempo che fa", sia dalla comparsa del tema "Il Popolo Viola" al recente convegno dell'IDV. Ultimo atto, poi, l'apparizione di Mascia, con l'immancabile fascia viola, al fianco di Marino, del PD. Più giornali parlano adesso del Popolo Viola associandolo alla creazione di una nuova grande alleanza che metta insieme le grandi forze dell'opposizione.
Potrebbe essere positivo, certo, se solo ne fossimo almeno informati. Indubbio che in questi incontri si stiano in qualche modo creando alleanze e, certamente, l'obiettivo del 27 febbraio potrebbe unirle tutte. Potremmo anche essere tutti d'accordo, peccato che nessuno ci racconti come stanno le cose.
Personalmente, aderendo tra i promotori all'iniziativa Resistenza Viola, non me la sento di segure questa linea "non trasparente". Ho bisogno di sentire che l'autenticità del movimento sia garantita e che possa essere al di fuori di certe logiche, nelle quali interessi personali o di questo e quel partito vengono seguiti senza essere condivisi, per meccanismi che purtroppo sono stati instaurati e che non permettono un reale confronto "aperto".
Questo popolo deve crescere ma deve poterlo fare in uno spazio "libero", continuiamo a sentirci Popolo Viola negli ideali che ne hanno segnato la nascita e la prima fase, sempre, indipendentemente dalla "bacheca" sulla quale premeremo "diventa fan", perché i gruppi locali sono attivi ed impegnati nella battaglia, sempre.
Non molliamo ma, se chiediamo un'Italia democratica ed abbiamo il coraggio di opporci ad una mafia che sappiamo essere dannatamente pericolosa, dobbiamo avere lo stesso coraggio nel risolvere beghe che, certamente, sono questioni di principio ma sono anche basi fondamentali perché il movimento possa crescere sano, così come l'abbiamo sognato, così come lo stiamo realizzando almeno nel nostro gruppo No B Day Piemonte.
La pagina di Resistenza VIOLA è nata poco più di una settimana fa, ed è ancora oggi teatro di polemiche e provocazioni, rumori e disturbi che non permettono ancora di costruire un dialogo sui contenuti. Ma è un work in progress e presto sono certa che da Resistenza Viola usciranno spunti importanti, ai quali io stessa sto cercando di contribuire valorizzando tutti i contributi che fino ad oggi hanno reso questo gruppo Piemonte uno straordinario esempio di impegno democratico.
La mancata trasparenza nella gestione dell'evento del 27 ha dato il via ad una serie di ipotesi tutte lecite, che il movimento sia strumentalizzato da questo o quel partito, tesi per altro avvallata dalle recenti candidature di alcuni esponenti del Popolo Viola. Vero o no, certamente non possiamo affidare la nostra futura crescita ad un anonimo pronto a chiudere una pagina non appena il suo stesso popolo chiede chiarimenti.
Sul fatto che dobbiamo essere aperti al dialogo con i partiti dell'opposizione siamo tutti d'accordo, ma che ci dicano cosa vogliono, cosa offrono e su quali dei nostri obiettivi sono disposti ad appoggiarci. Poi possiamo decidere, insieme. Vogliamo trasparenza dal governo, vogliamo trasparenza da chi "controlla" la pagina nazionale.
In assenza di queste garanzie continueremo, come abbiamo sempre fatto, a lavorare sul territorio imparando a collaborare di più con i gruppi locali, come già stava tentando di fare Silvia Rovelli creando il "collettore" di idee che ci permetterà di condividere ed appoggiare le idee e le migliori strategie.
Il motivo che ci ha spinto a non togliere il link dalla pagina de il popolo viola è che sappiamo di aver contribuito alla creazione di questo popolo viola come tutti, e non vogliamo che (come hanno già fatto per altri gruppi) il nostro lavoro venga annullato, svalorizzato, creando una finta pagina Piemonte per deviare le persone nel nulla.
Spero che questa nota, insieme ad altre che i vari admin pubblicheranno nei prossimi giorni, vi permetta di farvi un quadro più chiaro della situazione. Mi scuso per non aver potuto condividere con tutti voi certe informazioni prima di oggi (anche a causa di problemi personali) e mi auguro di poter andare avanti serenamente, con tutti voi, per costruire qualcosa di più di un evento mediatico, qualcosa di veramente nuovo nella storia di questo paese, qualcosa di autenticamente democratico.
lunedì 15 febbraio 2010
Il Popolo Viola? Oltre il 5 dicembre, non un evento mediatico ma diversamente democratici!
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