giovedì 13 maggio 2010
Romanticamente anarchica, il mio j'accuse...
Perché esiste una coscienza individuale e collettiva con la quale, prima o poi, tutti dovranno fare i conti!
« L’anarchia è una forma di governo o di costituzione nella quale la coscienza pubblica e privata, formata dallo sviluppo della scienza e del diritto, basta da sola a mantenere l’ordine ed a garantire tutte le libertà. » ( Pierre-Joseph Proudhon).
Nessuno può trasformare me in un'anarchica. Non è necessario. Lo sono dalla nascita, da quel freddo giorno d'inverno nel 1967 in cui dal ventre di mia madre venni catapultata nel cosiddetto "mondo organizzato" e mi beccai due schiaffoni, come tutti, indimenticabile benvenuto al quale reagii con il mio primo pianto straziante, per la gioia di tutti i presenti.
Quella fu la mia prima reazione in direzione ostinata e contraria. Da allora nulla è cambiato, ma è aumentata la consapevolezza di quanto oggi sia incredibilmente necessario e urgente che ciascuno di noi faccia proprie le ragioni di Proudhon, considerato uno dei primi teorici di quel concetto di anarchia che non è, come vogliono farci credere, caos o disordine ma, al contrario, una diffusa e condivisa coscienza del diritto, un ordine naturale.
Se oggi parliamo di anarchici la parola immediatamente successiva è "insurrezionalisti" e quello che ne segue è un concentrato di pregiudizi basati su quanto, con grande metodo, i nostri organi di DIS-Informazione riportano puntualmente. Le immagini più note di questi individui che si dichiarano anarchici sono quelle di violenti scontri con le forze dell'ordine, con tanto di danneggiamenti al "bene pubblico" (incendi ai bidoni dell'immondizia, scritte sui muri, etc.). Certonon vedrete mai le immagini delle iniziative che questi "insurrezionalisti" fanno quotidianamente a supporto delle grandi "vittime" della nostra società, i nuovi poveri, gli immigrati, insomma, gli invisibili. Si schierano dalla parte del più debole difendendolo quando rischia di perdere il bene più prezioso, l'abitazione, o la propria dignità (è il caso dei CIE), si riappropriano di spazi pubblici abbandonati o in decadenza e in questi tentano di ricostruire un nuovo sistema "collettivo", un'alternativa al modello che oggi ci offre, squallidamente, quella che chiamiamo "società organizzata", eppure quando parliamo di "centri sociali" non possiamo che avere un'idea del tutto distorta e negativa di queste realtà.
La colpa sarà anche dei media, ma la responsabilità, quella è di tutti. Perché ognuno di noi può entrare in un centro sociale e scoprire con i propri occhi di che cosa si tratta. Può osservare, analizzare, conoscere queste realtà facendosi una PROPRIA opinione, basata sui fatti, e non sul solito "sentito dire".
E se avessimo questo vissuto, questa conoscenza diretta, allora non potremmo che restare impietriti di fronte agli ultimi arresti avvenuti proprio ieri, con una retata della Digos all'alba contro quelle che il giornalista Numa definisce "le frange estremiste della galassia anarchica e dell'autonomia piemontese: Askatasuna, Gabrio, Asilo, Mezcal, Barocchio.
I reati contestati fanno riferimento agli scontri del 10 dicembre 2009, quando Digos e reparto mobile attuarono lo sgombero e centinaia di giovani, anche grazie alle puntuali segnalazioni di Radio Black Out (l'unica voce libera della nostra città), attuarono forme di resistenza per impedire lo sgombero, costruendo barricate ed arrivando ad incendiare cassonetti per impedire il passaggio di altri mezzi della polizia.
Dobbiamo pensare che il momento scelto per l'arresto sia casuale, e lo sarebbe se non fosse per un piccolo dettaglio: poco dopo l'operazione di febbraio a Coldimosso, che costò pesanti ferite a decine di NoTav (in particolare a Marinella in particolare a Marinella ) ci fu un'ondata di arresti simili, e fu colpita anche Radio Blackout che, lo ricordiamo, è l'unica radio "libera" che ha permesso a centinaia di militanti di raggiungere le manifestazioni NoTav in Valsusa, informando puntualmente sui posti di blocco e sulle strade ancora libere. Nell'ultimo blitz tra i "puniti" spicca anche il nome di Luca Abbà, giovane attivista impegnato nel movimento NoTav in Valsusa, un altro accusato di aver già "palesato la refrattarietà all'adesione ai princìpi della convivenza civile". Perché questa azione non è casuale? Probabilmente lo scopriremo nei prossimi giorni, quando riprenderanno le attività in Valsusa per il tanto annunciato cantiere di Chiomonte!
Nell'ordinanza si parla anche di "incapacità a contenere i propri freni inibitori se posti nelle condizioni di entrare in conflitto con le forze dell'ordine".
Credo si tratti di una forma virale e fortemente contagiosa perché, non stento a confessarlo, soffro dello stesso male. Proverò a ricorrere a cure psichiatriche ma non credo che potranno essere efficaci perché la condizione nella quale mi trovo, come cittadina romanticamente anarchica ma fondamentalmente onesta e rispettosa delle leggi, causa in me una grave schizofrenia nella quale proprio la parte migliore di me è quella che fatica sempre di più a muoversi nel "rispetto delle regole civili". Ed ammetto anche di essermi trovata più volte nella condizione di stentare a contenere i miei freni inibitori quando le forze dell'ordine hanno oltrepassato la linea della "difesa dello Stato", mettendosi nella condizione inevitabile di "offesa" al cittadino.
Perché è questa la realtà, fa male, ma dobbiamo guardarla in faccia. E' inutile che ci prendiamo per il cu**, oggi l'Italia è governata da una massa di disonesti, "presunti" in quanto l'iter della giustizia è particolarmente lento e soffre di intoppi come il legittimo impedimento ed il Lodo Alfano 2 - prossimamente - e DDL come quello che renderà inutilizzabili le intercettazioni, ma SAPPIAMO che al governo c'è una CRICCA protetta da un'intoccabile LOBBY fatta di imprenditori e finanzieri con intrecci globali che ormai sfuggono ad ogni controllo, evasori con il benestare dello stato che ha regalato a tutti uno scudo fiscale e l'impunità su reati come il falso in bilancio o la bancarotta fraudolenta.
Fa male, lo so, ma è tutto reale. E allora quando le forze dell'ordine CONTRASTANO un'intera popolazione che RESISTE e che si oppone agli sprechi, come succede in Valsusa ed in altre zone dove si tenta di riappropriarsi dell'acqua o di difendere il territorio da abusi edilizi o da inceneritori dannosissimi, quelle forze dell'ordine stanno proteggendo lo stato inteso come l'aggregazione di cittadini o "il governo" di quello stato, quindi una ristretta classe quasi autoproclamata(io non ho scelto nessuno di loro, e voi avete forse scritto qualche nome sulla scheda elettorale?) che con la massima arroganza pretende di governarci fingendo che la crisi sia passata e NASCONDENDOCI un debito pubblico di 1.800 MILIARDI di EURO?
Se, come credo, quelle forze dell'ordine sono al servizio di quel governo, sempre più colluso con la mafia, ed operano nell'interesse del governo (e non in quello dei cittadini), che senso ha puntare il dito contro gli anarchici? Chi sta davvero danneggiando la cosa pubblica, l'anarchico che incendia un cassonetto per difendere il proprio "spazio occupato" o il governo che contro il volere di tutta una valle non esita a militarizzarla per imporre le proprie grandi opere INUTILI e DEVASTANTI? CHI E' COLPEVOLE? CHI SONO DAVVERO I BUONI E CHI SONO I CATTIVI? Sbaglio o c'è una certa confusione?
Mi dichiaro quindi contagiata dallo stesso virus che ha colpito gli anarchici arrestati o costretti ai domiciliari e all'obbligo di firma, a loro va tutta la mia solidarietà, come cittadino, come madre, come donna resistente. A loro va anche la mia profonda ammirazione perché qualsiasi forma di resistenza oggi la merita, pur essendo la mia posizione sempre ferma sulla scelta della NON VIOLENZA.
Le uniche gravi e vere "condotte delittuose" che quotidianamente registriamo nel nostro paese sono commesse, purtroppo sempre più impunemente, dalle massime cariche delle nostre istituzioni, protette, come prevede il sistema, dalle nostre forze dell'ordine. I peggiori oltraggi alla nostra intelligenza hanno la forma di menzogne che ogni giorno passano attraverso i nostri mass-media e queste sono le più subdole forme di abuso e violenza, ben più gravi di un cassonetto che brucia.
Colpire chi difende i più deboli, i più poveri, gli emarginati, gli invisibili, non servirà a riportare l'ordine ma, al contrario, a generare ulteriore caos e diffondere più velocemente il virus. Perché quel virus è la parte migliore di noi, scaturisce da noi che siamo i veri anticorpi di una democrazia che non c'è, che forse non c'è mai stata e che adesso pretendiamo di realizzare.
E se siete riusciti a modificare le leggi per proteggervi dalle vostre malefatte, cari potenti governanti o aspiranti tali, sappiate che esiste una coscienza in ciascuno di noi, diversa dalla vostra, perché ancora in grado di distinguere il bene dal male, ancora capace di desiderare una "giustizia sociale" basata su princìpi come solidarietà e uguaglianza, ben diversi dai privilegi e l'omertà che attuate ogni giorno nelle vostre pratiche di mal-governo. E con questa coscienza prima o poi dovrete fare i conti anche voi.
Simonetta Zandiri
Romanticamente Anarchica
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