sabato 10 aprile 2010
Oggi l'Ostensione, tra i primi visitatori Luca Cordero di Montezemolo, la parata dei big!
Torino da oggi è al centro dell'evento che molti fedeli aspettano con quell'attesa e quell'emozione che da sempre accompagnano, nel mondo cattolico, la visione di una reliquia. La Sindone è certamente la più cara ai cattolici, perché è il simbolo della speranza. Il Beato Sebastiano Valfrè, grande devoto della Santa Sindone, diceva: "La Sindone è un segno di Gesù paragonabile alla croce, ma con questa particolarità: la croce ha accolto Gesù vivo e ce l'ha restituito morto, la Sindone invece lo ha accolto morto e ce l'ha restituito vivo." Avvicinarsi alla Sindone, dunque, è lasciarci toccare da questo "amore" e rinascere ad una vita nuova fondata sul bene e sulle virtù e non più su vizi. Detta così più che una speranza sembra un'utopia. Di certo si trasforma in ipocrisia quando i primi visitatori immortalati dai media di tutto il mondo sono personaggi come Luca Cordero di Montezemolo, Sergio Marchionne, Roberto Cota, Antonio Saitta, Bartolomeo Giachino.
Luca Cordero di Montezemolo è uno dei top manager italiani più noti anche all'estero. Vale la pena rileggere la sua biografia per capire lo spessore e le non poche ambiguità di questo uomo d'affari che proprio oggi si appresta ad avvicinarsi al simbolo più caro per il mondo cristiano. Senza falsi moralismi trascuriamo la sua vita sentimentale, decisamente variegata, ma ricordiamo che nel gennaio 2005 fu ricevuto da Giovanni Paolo II in Vaticano e nel dicembre 2005 incontrò Benedetto XVI portando in dono un assegno del valore di 950 mila Euro.
Nella storia di Montezemolo, oltre ai timoni di Fiat e Ferrari, c'è la guida dell'evento che nel 1990 ha visto l'Italia protagonista dei mondiali di calcio. La gestione di quei grandi appalti, gelatinosi nel perfetto stile made in Italy, fu sotto la regia attenta di Luca Cordero di Montezemolo. I mondiali Italia '90 furono probabilmente l'ultima alluvione di denaro pubblico prima di Mani Pulite. Un lungo elenco di grandi opere mai terminate (stadi, alberghi, strutture per sala stampa, stazioni, etc.) tra le quali spicca il grande capolavoro della stazione ferroviaria romana di Farneto che costò 15 miliardi di lire e, inaugurata per i Mondiali, fu utilizzata solo quattro giorni in occasione delle partite giocate nella capitale.
Torniamo all'oggetto di questo post: oggi si apre l'Ostensione, oggi migliaia di fedeli si accosteranno a quel simbolo che riaccende in loro la speranza. Lo faranno con le loro preghiere sincere insieme, forse, alle sofferenze ed ai disagi che molti "fedeli", cittadini, in particolare nella nostra regione, vivono soprattutto a causa della grave crisi economica. Luca Cordero di Montezemolo non ha quei problemi e qualcosa mi fa pensare che non abbia lo stesso autentico spirito cristiano.
Marco Travaglio nella rubrica di Annozero "Posta Prioritaria" nell'aprile 2008 dedica un messaggio speciale proprio a Montezemolo. In quell'intervento Travaglio evidenzia la grave situazione degli operai in Italia, con ovvi riferimenti alla situazione FIAT. Le cifre sono chiare. In Italia un operaio guadagna mediamente un lordo annuo di € 21.000, contro i 29.000 della Francia, i 32.000 della Svezia, i 35.000 del Belgio, i 37.000 dell'Olanda i 39.000 della Gran Bretagna, i 41.000 della Germania e i 42.000 della Danimarca. Tra il 2000 e il 2005 secondo l'Eurispes in Europa gli stipendi sono aumentati del 20%, in Italia del 13%. Gli stipendi dei lavoratori in Italia aumentano mediamente ogni anno del 2,7% mentre quelli dei manager del 17%, ovvero 8 volte l'inflazione. Lo stipendio medio dei primi 100 top manager italiani è di 3 milioni e mezzo all'anno, 160 volte lo stipendio di un operaio, prendendo in 2 giorni quello che un operaio prende in un anno!
Nel 2008 pareva che la FIAT si fosse rimessa in sesto, ma oggi sappiamo che la situazione è a livelli davvero drammatici e si attende per il 21 aprile la notizia dei prossimi inevitabili tagli.
Il paradosso di questa situazione, ben evidenziato da quell'intervento di Travaglio ad Annozero, è che non esiste nel management di questi grandi colossi una vera meritocrazia. Aziende sull'orlo della crisi continuano a pagare al top management stipendi di 7, 8 milioni di euro all'anno. Manager che "svuotano" aziende e riempiono le proprie tasche, portando a casa ogni giorno quanto un operaio incassa in un anno! E che dire delle liquidazioni?
C'è poi il drammatico bilancio delle "morti bianche", Travaglio ricordava nel 2008 che ogni anno muoiono 1.200 italiani sul lavoro, la metà delle vittime delle Torri Gemelle. E poi ci sono un milioni di feriti, sul lavoro, ogni anno. Un dato inquietante, se si pensa che raramente si individuano i responsabili e anche quando la legge fa il suo corso, arriva l'indulto o si finisce in prescrizione.
La legge sul falso in bilancio, varata dal governo Berlusconi e confermata in barba alle promesse elettorali dal governo Prodi, ha consentito ad ogni impresa di occultare nei bilanci ogni anno fino al 5% dell'utile ante imposte, 10% sulle valutazioni, 1% del patrimonio netto. Centinaia di milioni di nero legalizzato per ogni grande gruppo industriale e finanziario. Una straordinaria prova di "forza" dei grandi burattinai che da sempre, nel nostro Paese, influenzano il mondo politico. Anzi, lo controllano per tutelare i propri interessi. E senza vergogna.
E dire che una legislazione più dura su evasione e falsi in bilancio (e non il patetico "scudo fiscale") avrebbe permesso a questo Paese di recuperare le risorse che sempre di più servono per garantire case, asili, una scuola dignitosa (e magari, perché no, un lavoro con un salario più adeguato al costo della vita) proprio a quel popolo dei 1000 euro al mese!
Perché, come diceva l'Avvocato Giovanni Agnelli, "se gli operai guadagnano poco, chi se le compra le auto?".
Tra i vip che oggi presenzieranno l'Ostensione è atteso anche Sergio Marchionne, altro top manager che fu, tra l'altro, nominato da Napolitano cavaliere del lavoro nel 2006 e dal quale oggi migliaia di lavoratori FIAT (non solo quelli di Termini Imerese) attendono di conoscere il proprio destino. Marchionne è l'uomo salva-Fiat, o almeno questa è l'immagine che si è costruito risollevando in un periodo drammatico il titolo dell'azienda torinese, ma è anche l'uomo che oggi pare non riuscire a risollevare le sorti del gruppo a causa, ovviamente, della crisi mondiale. Il mondo, si, perché la FIAT ha radici a Torino ma un brillante futuro fuori dai confini nazionali (Polonia, Francia, Grecia, Serbia, e nel futuro magari anche Russia, Messico, là dove il costo del lavoro è inferiore a quello italiano!).
Il gruppo Fiat, infatti, vanta circa 203 stabilimenti in 50 paesi (di cui 70 in Italia e 62 in Europa). Per anni la FIAT ha ricevuto agevolazioni "statali" di vario tipo, ma negli ultimi mesi è sotto gli occhi di tutti il braccio di ferro con il governo, una sorta di ricatto con il quale la FIAT chiede al governo di beneficiare di un "intervento radicale" dello Stato italiano e di una maggiore "flessibilità del lavoro", come condizione necessaria a mantenere (o aumentare) la produzione di auto nel nostro paese. In Italia la FIAT fabbrica circa 650.000 vetture all'anno con una forza lavoro di circa 22.000 persone, ben poco se paragonato alle 730.000 vetture prodotte nello stabilimento brasiliano di Betim con 9.400 dipendenti, o le 600.000 vetture prodotte in Polonia con soli 6.100 lavoratori.
I potenti, dunque, sfileranno oggi all'Ostensione, in una città che soffre, una metropoli variegata nella quale il senso d'insicurezza prevale ed impedisce alle famiglie di avere quelle certezze (la casa, il lavoro) che sono alla base della dignità di qualsiasi essere umano, oltre che previste dall'articolo 1 della nostra Costituzione. La parata dei falsi, dunque, la sfilata dei potenti sarà, ancora una volta, accompagnata da ingenti forze di sicurezza attenti flash della stampa mondiale. Tra i vip vorrei vedere l'operaio in cassa integrazione, i flash dei reporter dovrebbero illuminare il volto incerto dei precari o quello segnato delle madri che non possono permettersi di pagare la mensa per i propri figli. E ancora, il volto scuro dell'immigrato che con cura segue quotidianamente gli anziani dimenticati, perché troppo scomodi, dalle loro famiglie.
Quando Gesù rovesciò il tempio a Gerusalemme, queste furono le sue parole: "Non sta forse scritto:
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!"
Un messaggio, oggi, più attuale che mai.
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