lunedì 15 marzo 2010

Ci sono tanti popoli viola, alcuni davvero APARTITICI!

In questo periodo si intensificano le battaglie elettorali, dopo la censura ai programmi televisivi ecco che le piazze tornano a riempirsi di gazebo e manifestazioni dei vari partiti. A meno di due settimane dal voto ricordarsi che esistono degli elettori è un segnale molto chiaro del livello di affezione dei partiti per i propri sostenitori! Poco male, pare sia davvero reciproco.

Il movimento "viola", quello che ha dato vita al NoBDay del 5 dicembre, sembrava essere nato proprio per colmare quel senso di vuoto tra i cittadini e i partiti, dai quali gli stessi cittadini non si sentivano più rappresentati. Anche nel nostro gruppo piemontese, sin dai primi giorni di ottobre, il leit motiv era quello della "sfiducia", del dover sempre fare la scelta elettorale cercando "il male minore", con una sorta di drammatica rassegnazione. Ma il viola è stato per noi il colore dell'indignazione, della rabbia, all'inizio, e poi della consapevolezza che il cambiamento che vogliamo deve avvenire prima di tutto negli italiani. Eh si, triste dirlo ma l'Italia ha il governo che merita. L'Italia incapace di pensare al "noi" ma chiusa nel proprio mondo fatto di interessi e vantaggi personali, è la stessa italia che affronta il voto per tutelare i propri interessi personali, cosa che più in grande fa il governo, quando usa la carica pubblica per coprire le proprie malefatte e gestire i propri interessi economici (vergognoso lo scudo fiscale) o, ultimo ma non meno importante, rimediare con un deCRETINO interpretativo gli errori nelle presentazioni delle liste. Un vero e proprio GOLPE!




Ma questa è l'Italia, questa è la nostra umanità, dobbiamo fare i conti con la realtà. Anche noi "viola" non siamo immuni da pensieri ed azioni svolte in nome dell'io anziché del "noi". E dire che le premesse nel nostro codice viola c'erano tutte, ma evidentemente non condivise.
Quando si è presenata la "chiamata" a Roma il 27 febbraio il gruppo ha preso le distanze dall'evento, con alcune motivazioni (che personalmente ho espresso in questo post) condivise poi dalla maggioranza della parte più attiva del gruppo. Nonostante questo, è stato creato l'evento ed è stata data la gestione (admin) ai referenti che avevano deciso di andare comunque a Roma.

Per dirla alla San Precario, l'anonimo e misterioso gestore della pagina principale del popolo viola, "ci sono tanti popoli viola", ed ecco che anche in Piemonte, per la precisione a Torino, a pochi giorni dall'evento romano del 27 febbraio, nasce all'improvviso un altro popolo viola Torino, fondato da alcuni dei "viola sabaudi" che erano andati a Roma il 27 febbraio (insieme al gruppo di Ivrea), con l'aiuto  di Gianni Rosa, uno degli admin della pagina principale del popolo viola (cosiddetto nazionale).

Poco male, ci sono tanti popoli viola, ognuno si faccia il suo. Tanto sappiamo bene che non è una pagina a fare un gruppo e non sarà certo una pagina a dividere ciò che la lotta ha sempre unito. Noi andiamo avanti e continuiamo la preparazione dei banchetti informativi per promuovere l'evento del 20 marzo a Torino, NO MAFIA NO TAV NO CENSURA. Per promuovere l'evento e riprendere il contatto con i cittadini, ci siamo preparati per allestire in Piazza Castello i banchetti informativi, il 13 e 14 marzo.

Il recente golpe elettorale però smuove tutta l'opposizione, al punto di arrivare quasi a realizzare, almeno dal punto di vista mediatico, una coesione tra i vari partiti. E in questo apparente miracolo non poteva mancare il viola che, sino a questo momento, è stato saltellante tra IDV e SEL, nonostante la promessa di essere "APARTITICI". Con l'alibi ripetuto stile tormentone "volemose bene per fare opposizione", data la grave emergenza democratica nella quale si trova il nostro paese, tutto sembrava lecito per il viola.  Mancava solo Bersani. Almeno fino al 13 marzo. Finalmente, dopo mesi che urliamo slogan pesanti contro il governo-regime e le leggi ad personam, anche Bersani si accorge che qualcosa proprio non va. E indice una GRANDE MOBILITAZIONE per il 13 marzo, ottenendo l'unione con IDV e SEL.

A noi sabaudi questa  grande "coesione" tra le opposizioni potrebbe anche fare piacere. Ci piace meno la strumentalizzazione  del "viola" quasi a voler dimostrare che quella parte indignata dell'Italia si sente comunque rappresentata dall'opposizione, nella misura in cui questa sarà capace di riunirsi per contrastare il governo Berlusconi. Perché l'emergenza è Berlusconi. Ma anche no!

C'è chi pensa che l'emergenza non sia solo Berlusconi, ma l'intero sistema italiano, l'intera casta, e magari c'è chi non si sente rappresentato da nessun partito dell'opposizione e per questo, forse , ha scelto di impegnarsi usando il colore "viola", altrimenti sarebbe andato a militare in questo o quel partito!

Questa parte, tra i tanti "popoli viola", è quella di RESISTENZA VIOLA, ed è la scelta che ha fatto il gruppo piemontese. Essere apartitici. Almeno fino a quando i partiti non avranno trovato il modo di far convergere realmente le loro azioni con le nostre priorità. Easy, no? (leggi  il manifesto, versione 1.0, di Resistenza Viola)

Da un golpe all'altro! Il nostro golpe interno, voluto certamente dal "popolo viola cosiddetto nazionale" per poter realizzare anche a Torino una piazza per il PD, ci ha portato ad una situazione paradossale. Nella stessa piazza, nello stesso giorno, due sfumature di viola. E CHE VIOLA! La prima, la nostra, con banchetti organizzati per promuovere l'evento NO MAFIA NO TAV NO CENSURA del 20 marzo e la seconda, 200 metri più in là, sempre in piazza castello, su una panchina con un megafono di scarsa potenza, con le bandiere PD, IDV, SEL e VIOLA, a raccontare il drammatico golpe, l'ennesimo colpo di questo regime.

Per non farli sentire troppo soli, portiamo il candido bianco NO TAV accanto alle bandiere del PD. Nessuna reazione, sarà che non c'era molta gente? Se tre partiti, insieme, riescono a portare un numero così scarso di persone in piazza significa non solo che gli indignati per il golpe sono pochissimi ma, ancora più importante, che i partiti questo contatto con i cittadini non ce l'hanno più. E meno che mai ce l'hanno con i viola "autentici resistenti" sabaudi!

E allora torniamo ai nostri banchetti, e promuoviamo il 20 marzo, NO MAFIA NO TAV NO CENSURA, con allegria, con simpatia e con le immancabili magliette NO TAV = NO MAFIA by RESISTENZA VIOLA. Sono andate a ruba...
Peccato che non tutti fossero al corrente di questa manifestazione golpista dedicata al golpe... e cosi' ogni tanto arrivava qualcuno ai nostri banchetti un po' stranito, chiedendoci "ma voi siete del PD?" e altri a chiederci "Ah, siete i viola IDV?"! Che confusione! No, siamo i VIOLA di RESISTENZA VIOLA ovvero quelli che, come promesso dalla nascita del movimento, vogliono restare APARTITICI. Pronti al dialogo, certo, ma un movimento di idee, un movimento aperto ai "movimenti",  che vuole lavorare con i cittadini per i cittadini, per tornare a fare "politica", ma non per farsi usare dal "politico di turno" per scopi elettorali.
Questa piccola manifestazione del 13 febbraio è stato un colpo duro per il nostro gruppo che, con grande fatica, fino a questo momento era riuscito a tenere separato il colore "viola" dai partiti. Ci auguriamo che non si ripetano episodi simili, noi restiamo autenticamente apartitici, sentinelle della democrazia!

5 commenti:

  1. Una altra Italia è possibile solo se cambiano gli italiani. Quelli attuali, che formano la gran massa, hanno difficoltà a leggere, scrivere e far di conto(così si diceva nel primo novecento). Quelli non saranno mai capaci di abbattere la mafia, la camorra e le banche vaticane fin quando osannano quello che verrà eliminato allorquando non è più in grado di servire l'associazione a delinquere. Vi auguro di farcela. La fatica sarà grande perché dovrete vegliare ed ottenere il rispetto delle regole da tutti convincendo che l'altruismo è il fattore più favorevole di egoismo. Io sono stanco e ho dovuto rinunciare ad ogni iniziativa. AUGURII!!!

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  2. Bravo Andrea, hai proprio colto il punto! Sono gli italiani che devono cambiare se vogliamo cambiare l'Italia! Per questo il nostro deve rimanere un movimento, aperto a tutti i movimenti, che coltivi l'obiettivo di informare, sensibilizzare, coinvolgere, per aiutare i cittadini a compiere il grandissimo sforzo di passare dall'"io" al "noi", nella vita di tutti i giorni come nelle scelte politiche. Un'altra Italia sarà possibile, ma dobbiamo costruirla faticosamente ogni giorno coltivando il valore più grande di qualsiasi "paese": la solidarietà!

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  3. Ci sono molti popoli viola, e ci sono molti modi per interpretarne i fondamenti, fermo restando che il dissenso è il cardine base che ha fatto nascere il progetto del popolo viola. Ancor di più la possibilità di manifestare il proprio dissenso contrapponendosi allo status squo,ma è una regola immobile questa?
    Se è legittima la possibilità di dissentire di RV da iniziative del PV perché non è lecito che molti iscritti alla pagina del PV Piemonte manifestino il dissenso contro la decisione di alcuni admin a non aderire il 27?
    E perché il loro dissenso non è stato ascoltato all’interno del PV Piemonte? Perché la loro voglia di partecipare il 27 è stata frustrata?
    Ma come ormai solo chi ha scritto la nota a cui rispondo non ha capito, il dissenso è inarrestabile, il manifestarlo è possibile, lecito e giusto!
    Non ho problemi ad ammettere pieno d’orgoglio di aver aiutato coloro che sentivano le proprie voci ignorate all’interno di un gruppo che avrebbe dovuto accoglierli, e lo rifarei altre 1000 volte. Nessuno ha l’esclusiva dell’indignazione o del dissenso! Ai dissentori non piace l’altrui dissenso?Credo che a questo punto sia d’obbligo un esame di coscienza e forse anche un passo indietro circa la propria autoreferenzialità.
    Oppure devo pensare che c’è una sovranità sabauda? Premetto che l’uso di certi aggettivi ormai vetusti mi riporta alla mente solo i molti errori e orrori che quello scellerato regno costò a troppi italiani, senza entrare nell’attribuzione storica dell’aggettivo che includerebbe gruppi vari da Nizza alla Liguria senza dimenticare la Sardegna, siamo italiani per l’amor di Dio, ognuno dissenta e liberamente manifesti tale dissenso!
    Io Gianni Rosa aiuterò sempre chiunque desideri gridare il suo disaccordo e non c’è partiticità in questo, no, c’è che ognuno di noi in Democrazia ha questo diritto … in un regno no, in un regno comanda il sovrano, è evidente che il gruppo di torinesi non gradiva le decisioni che i monarchi del gruppo Piemonte avevano assunto e hanno preferito spostarsi in un gruppo democratico! Torino appunto.

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  4. Bravo Gianni Rosa, passionario come piace a noi. Peccato che le tue affermazioni non siano corrette. E' vero che abbiamo preso le distanze (come tanti altri) dall'evento del 27 febbraio, è falso che abbiamo fatto sentire "frustrati" chi ha deciso di andarci. Al contrario, abbiamo creato l'evento, li abbiamo messi in contatto con l'autolinea con la quale eravamo andati a Roma, li abbiamo resi admin di quell'evento, abbiamo più volte postato i loro messaggi come admin per aiutarne la diffusione. Questa è stata una posizione scorretta per te che "banni" chiunque esprima un dissenso? Questa è la tua modalità di essere viola. La nostra è differente. Per noi sabaudi la sovranità è ciò che la maggioranza esprime, e la maggioranza ha scelto di non andare a Roma, consapevole che le nostre energie sono "pochissime", per concentrarle sui progetti che stiamo portando avanti sul territorio, evitando dispersioni. Sappiamo che le piazze non bastano più. E, soprattutto in campagna elettorale, è facile farsi strumentalizzare. Ora, anche grazie a te, io mi ritrovo con l'etichetta del PD. Posso dirti che non mi piace? Non mi piace nessuna delle etichette dei partiti, poco importa che l'obiettivo sia in parte lo stesso. In parte, appunto. Se tu, Gianni, avessi veramente voluto rispettare il gruppo Piemonte, forse avresti evitato di aprirlo proprio solo perché venissero il 13 marzo nella stessa piazza che noi avevamo prenotato da 3 settimane, a fare una manifestazione con i partiti.

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  5. Gianni, non so chi tu sia, nè da chi tu abbia raccolto queste grandi istanze. Sta di fatto che prima di aprire pagine a nome di altri, se non vuoi essere tirato in mezzo, devi perlomeno informarti. Nella pagina nbd piemonte si è votata l'adesione alla manifestazione del 27 ed è stata bocciata a maggioranza. Il fatto che a qualcuno le votazioni non stiano bene non mi riguarda, le votazioni non erano aperte solo agli admin, c'è stata un'assemblea e in base a quella si è deciso. Mi riguarda invece l'accusa di non aver ascoltato quelle voci che chiedevano di andare a Roma. L'evento l'ho aperto io personalmente, Simonetta ha reso admin gli organizzatori. Abbiamo fornito loro i contatti dei trasporti utilizzati per andare a Roma il 5 dicembre, gli abbiamo fornito le bandiere e lo spazio che richiedevano. Di grazia, puoi dirmi cosa avremmo dovuto fare di più? Pagargli il viaggio? Il rispetto per la loro posizione da parte nostra C'E' stato. Quello che è mancato ad alcuni di loro, invece, è il rispetto per la nostra posizione. E per nostra non intendo gli admin e basta, intendo tutti quelli che hanno votato contro e non condividevano la manifestazione. Fatti un giro nella pagina, senti le persone, prima di autoeleggerti portavoce degli offesi. Anche perchè se parli con gli admin della pagina che hai creato, possibilmente non chi ti ha chiesto di crearla, vedrai che nel nostro gruppo c'è sempre stato tutto tranne che autoreferenzialità. Parla con Gianna e Marco, e chiedi se siamo un gruppo che include o un gruppo che esclude. Entri nel merito di questioni che non conosci, e permettimi di dire che se ci fosse stato qualche piemontese offeso spettava a lui esprimersi contro certe scelte e non certo a te creare una nuova pagina.
    Elisa Casu

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